Dramma Venezuela, anche l’Italia agisca per scongiurare il peggio

Focus

L’Italia ha anche una ragione in più per sentirsi parte di quella vicenda: ed è la presenza in Venezuela di una grande comunità di origini italiane che il nostro Paese ha il dovere di non lasciare sola. 

La crisi profonda che da più di tre anni anni attanaglia il Venezuela conosce un’altra pagina drammatica. Al Presidente Nicolas Maduro eletto in elezioni contestate e non riconosciute da una parte degli Stati latinoamericani, il fronte delle opposizioni democratiche, che detiene la maggioranza in Parlamento, ha deciso di contrapporre il Presidente del Parlamento Juan Guaido che si è proclamato “Presidente ad interim” invocando nuove elezioni libere e regolari.

Uno scontro che avviene in un Paese stremato: in tre anni la produzione petrolifera – principale risorsa del Venezuela – è scesa del 60% e il Pil è diminuito del 30%. L’inflazione è a livelli stratosferici, la povertà è cresciuta a dismisura e centinaia di migliaia di venezuelani hanno lasciato il Paese in cerca di una vita dignitosa. È il catastrofico bilancio della demagogica e oppressiva gestione “bolivariana”, prima di Chavez e poi del suo successore Maduro, il quale – nonostante i molti appelli della comunità internazionale a aprire un dialogo con le opposizioni – si è arroccato via via in una spirale di misure repressive che hanno lacerato la società, provocato conflitti sempre più gravi e un alto numero di vittime inermi. Concreto è il rischio della guerra civile e delle sue drammatiche conseguenze.
Uno scenario con pesanti implicazioni internazionali, con l’amministrazione Trump che chiede a Maduro di dimettersi e Putin che al contrario si erge a suo tutore. Una contrapposizione che attraversa anche il continente latinoamericano, con una metà dei Paesi del continente solidali con le opposizioni venezuelane e altri invece attestati su posizioni “legittimiste”.

Appare in tutta la sua urgenza la necessità di una immediata iniziativa internazionale che scongiuri l’esplodere di un drammatico scontro frontale e promuova un percorso negoziale che consenta al Venezuela di uscire dall’autocrazia chavista e di riconquistare libertà, democrazia e stato di diritto. È ciò che chiede l’Onu in queste ore. E ciò che chiede da tempo l’OSA, l’Organizzazione degli Stati americani. È ciò che chiede l’Unione Europea che più volte in questi anni si è offerta come mediatrice. È ciò che chiedono molte cancellerie. Ed è ciò che deve chiedere anche l’Italia, che certo non può farsi rappresentare dalle irresponsabili guasconate di Di Battista.

Peraltro l’Italia ha anche una ragione in più per sentirsi parte di quella vicenda: ed è la presenza in Venezuela di una grande comunità di origini italiane che il nostro Paese ha il dovere di non lasciare sola.

È lecito e doveroso, dunque, chiedere al Presidente Conte e al Ministro Moavero di non essere passivi  per assumere invece, insieme alla UE e agli altri Paesi europei, tutte le iniziative politiche e diplomatiche utili a far uscire il Venezuela dal buio di questi anni.

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