Italiani spaventati dall’emergenza ambientale. Ma il governo pensa ad altro

Focus

I numeri fotografati da Swg sono inequivocabili. Ma Lega e Cinque Stelle fanno tutto il contrario di ciò che serve. Con buona pace dell’ambientalismo grillino che fu

Sorpresa: l’emergenza climatica, la cura dell’ambiente, l’inquinamento atmosferico preoccupano eccome gli italiani. Alla faccia di chi ritiene, ancora oggi, questi argomenti (incredibilmente) di nicchia. Per anni lontano dalle chiacchierate mainstream della politica e dell’informazione, la questione ambientale, con tutto ciò che ne consegue, è tutt’altro che secondaria, almeno per quelle che sono le percezioni dei cittadini.

E’ ciò che emerge chiaramente dall’ultimo report realizzato da Swg, che presenta numeri inequivocabili.

Innanzitutto, anche alla luce di quanto è successo da nord a sud della Penisola nelle ultime settimane, ciò che fa più paura è il clima impazzito, con conseguenze solo fino a qualche anno fa inimmaginabili. L’83% degli italiani si dice preoccupato per quelli che – al netto dei deliri di Donald Trump – sono gli effetti diretti del riscaldamento globale. Il 90% ritiene “urgente e strategico” un intervento straordinario per affrontare questa emergenza. Il 69% giudica molto negativamente la decisione del presidente Usa di portare gli Stati Uniti fuori dagli accordi sul clima. Il 76%, infine, pensa che i grandi Paesi del mondo non stiano facendo abbastanza in merito.

E, guardando alle scelte politiche che sta mettendo in campo il governo giallo-verde, si comprendono ancora di più le preoccupazioni dei cittadini italiani. Condoni edilizi, innalzamento dei limiti di sversamento dei fanghi contenenti idrocarburi, nessun incentivo per energie rinnovabili e mobilità sostenibile, definanziamento degli interventi per favorire il trasporto su ferro al posto di quello su gomma.

Battaglie di retrovia e di facciata sulle grandi opere – necessarie per la modernizzazione dei collegamenti – ma nulla di nulla sullo sviluppo di una consapevole coscienza ambientale.

E così, non c’è da meravigliarsi se i dati ci dicono che il 95% dei cittadini europei, esposti quotidianamente ai rischi derivanti dallo sforamento dei limiti imposti sulla qualità dell’aria, abitano in Italia. E che, il 98% dei bambini fino ai 5 anni vivono in condizioni peggiori dei loro coetanei spagnoli, inglesi, francesi o tedeschi.

 

Vedi anche

Altri articoli