Lo Ius europaeum di Grillo è una boiata pazzesca: ecco perché

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La proposta del M5s smontata punto per punto

Ne aveva già parlato l’altro giorno Luigi Di Maio in un’intervista a LiberoOggi anche Beppe Grillo dal suo blog torna sulla questione. Evidentemente l’idea di mollare la patata bollente all’Europa deve essere piaciuta a tutto il Movimento. Peccato che non si possa fare, fanno sapere da Bruxelles.

Ma il post del comico genovese è pieno di errori. Vediamo, punto per punto, tutte le inesattezze scritte da Grillo sulla cittadinanza.

1. La competenza è nazionale, non europea

“La riforma dello ius soli è una sòla – scrive Grillo – Concedere la cittadinanza italiana significa concedere anche la cittadinanza europea. Un tema così delicato – che coinvolge tutti gli Stati membri e oltre 500 milioni di cittadini – deve essere preceduto da una discussione e una concertazione a livello europeo. Bisogna trovare regole uniformi perché la cittadinanza di un Paese dell’Unione coincide con quella europea”.

In sostanza i Cinquestelle vorrebbero interrompere l’iter della legge sullo ius soli, “chiedere un orientamento alla Commissione europea, coinvolgere nel dibattito anche il Parlamento europeo e il Consiglio”. La legge però non prevede questo. Come ha fatto notare oggi anche il commissario europeo per le migrazioni gli affari interni e la cittadinanza Dimitris Avramopoulos la questione è di competenza strettamente nazionale e quindi l’Ue non può entrare in nessun caso nel dibattito sulla cittadinanza italiana. Non esiste una legge dell’Ue che imponga tempi e condizioni per la cittadinanza dei propri Stati membri.

“Discutere di cittadinanza agli stranieri senza una concertazione a livello europeo è propaganda, è fumo negli occhi dei cittadini, è avvelenare i pozzi di una matura discussione politica. L’Italia non merita tutto questo”, scrive ancora Grillo. A quanto pare il fumo questa volta è finito tutto davanti ai suoi occhi.

2. Non si tratta di ius soli puro

In tutta l’Unione Europea la cittadinanza si acquisisce principalmente attraverso il diritto di sangue, il cosiddetto ius sanguinis, lo stesso che si applica in Italia. In nessuno Stato europeo esiste, invece, lo ius soli puro, ossia il diritto alla cittadinanza per nascita.

Nemmeno con il testo di legge ora in Senato si arriverebbe a uno ius soli puro come quello che esiste, ad esempio, negli Stati Uniti. Quello in discussione è, infatti, uno ius soli temperato: chi nasce in Italia non diventerà automaticamente italiano. Il genitore straniero con un figlio nato in Italia potrà chiedere l’acquisto della cittadinanza per il minore solo se almeno uno dei genitori abbia il permesso di soggiorno permanente o del permesso di soggiorno di lungo periodo. Oppure, con lo ius culturae, il minore acquisisce la cittadinanza al termine di un ciclo di studi di almeno cinque anni. Quindi parliamo di figli di cittadini che vivono legalmente in Italia da almeno cinque anni, lavorano e pagano le tasse.

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3. In altri Paesi europei la concessione della cittadinanza è più veloce che in Italia

“In Olanda, Francia, Belgio, Portogallo e Spagna, come in l’Italia, si applica sostanzialmente uno ius sanguinis con alcuni correttivi e lo ius soli è debole”, scrive ancora Grillo sul suo blog.

In Europa si applica sostanzialmente lo ius sanguinis, ma i tempi per l’ottenimento della cittadinanza sono più brevi che in Italia che la concede solo al compimento dei 18 anni del figlio di stranieri nato in Italia.

4. Non si tratta di ospitalità, ma di diritti per chi c’è già

In alcuni Paesi non europei “lo ius soli esiste da sempre, ma si tratta di Paesi come Stati Uniti, Argentina, Brasile e Canada con una fortissima immigrazione ma, al contempo, con un territorio in grado di ospitare una popolazione maggiore di quella residente. Condizioni che in Europa non esistono”, scrive Grillo.

Il leader cinquestelle qui confonde l’accoglienza con il diritto di cittadinanza. Non stiamo parlando di accogliere più persone o meno persone. Non stiamo proprio parlando di accoglienza. Qui si sta discutendo se riconoscere il diritto a dei minori figli di stranieri che qui in Italia vivono già. Ma questa teoria la conosciamo già: è la stessa posizione della Lega che cerca di deviare l’attenzione e strumentalizzare l’argomento per il proprio tornaconto politico.

La proposta della cittadinanza europea è un modo per cercare di sfilarsi dalla vicenda senza sporcarsi le mani: il leader cinquestelle tenta, con un solo post, di placare gli animi degli esponenti e degli elettori M5s più a sinistra e, allo stesso tempo, accontentare esponenti ed elettori più a destra. Un’opera complessa che purtroppo non è riuscita visto che da Bruxelles è arrivata subito la risposta negativa.


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