Si cerca ancora Silvia Romano, la cooperante italiana rapita in Kenya

Focus

Il sequestro è avvenuto nella contea di Kilifi: nell’attacco sarebbero rimaste ferite anche cinque persone

Prosegue in Kenya la ricerca dei rapitori di Silvia Romano, volontaria 23enne sequestrata a Kilifi. “Non ci sono parole per commentare quello che sta accadendo. Silvia, siamo tutti con te”, è il commento della onlus Africa Milele Onlus per la quale la ragazza lavora.

La stampa locale riferisce i dettagli del rapimento: secondo The Star, i rapitori avevano affittato un locale in prossimità del luogo dove viveva la ragazza già tre giorni prima. Uomini armati, forse 8, hanno poi assaltato il villaggio a 80 kilometri da Malindi sparando “indiscriminatamente” e ferendo 5 kenyoti, due dei quali sono in condizioni gravi. Poi i rapitori hanno attraversato con Silvia Romano il fiume Galana.

Cercavano proprio lei?

Secondo Lilian Sora, fondatrice e presidente di Africa Milele, era proprio la cooperante l’obiettivo dell’azione: “Ieri sera – hanno raccontato- quattro o cinque individui armati hanno fatto esplodere un petardo e avrebbero sparato più colpi”, e poi, approfittando della confusione, sono andati “direttamente nell’abitazione dove c’era Silvia, che in quel momento era da sola, perché gli altri volontari erano partiti e nei prossimi giorni sarebbero arrivati nuovi colleghi”.

Gli uomini armati che hanno rapito in Kenya la volontaria Silvia Costanza Romano cercavano proprio lei e l’hanno schiaffeggiata e legata, prima di portarla via. E’ quanto ha detto Ronald Kazungu Ngala, 19 anni, uno dei ragazzi sostenuti dalla onlus che afferma di essere testimone oculare del rapimento.

La Procura di Roma intanto ha aperto un fascicolo di indagine in relazione al rapimento. Nel procedimento, coordinato dal pm Sergio Colaiocco, si ipotizza il reato di sequestro di persona per finalità di terrorismo. In base a quanto si apprende i carabinieri del Ros sono già in contatto con le autorità keniote. A piazzale Clodio si attende una prima informativa sulla vicenda.

Fonti della Farnesina hanno confermato il rapimento. L’unità di Crisi si è immediatamente attivata e lavora in stretto contatto con l’ambasciata d’Italia a Nairobi e con la famiglia della cooperante. Come in tutti i casi di rapimenti all’estero, sottolineano le stesse fonti, la Farnesina intende mantenere il più stretto riserbo sulla vicenda “nell’esclusivo interesse della connazionale”.

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