Kurz bacchetta il governo gialloverde: “L’Italia mette a rischio l’Ue”

Focus

Il cancelliere austriaco auspica “regole ferree” per “impedire che l’Italia finisca per diventare una seconda Grecia attraverso una politica del debito irresponsabile”

Matteo Salvini non poteva ricevere colpo più duro. Ad infliggergli la bordata è il cancelliere austriaco Sebastian Kurz a cui la Lega aveva guardato nei mesi scorsi con interesse sperando in un alleanza per un asse sovranista per le elezioni europee del maggio 2019. Ma è proprio l’austriaco, attuale presidente di turno dell’Unione Europea ad attaccare il governo gialloverde accusandolo di mettere a rischio con i suoi conti sballati l’Unione europea.

“Ci libereremo dalla crisi solo se esisteranno sanzioni chiare verso i membri che creano indebitamento. Tutti dobbiamo lavorare per ridurre il nostro rapporto deficit/Pil e rispettare le regole del Patto di stabilità” ha detto a “La Stampa” Kurz, sottolineando che regole ferree aiuteranno ad “impedire che l’ Italia, ad esempio, finisca per diventare una seconda Grecia attraverso una politica del debito irresponsabile. Questo aspetto deve essere disciplinato in un nuovo trattato Ue”.

L’accusa è ancora più indigesta visto che arriva da un leader con un approccio politico politica di tipo sovranista e nazionalista. Eppure nell’intervista sottolinea che la nuova Ue che sogna non è sicuramente un’Ue pronta a chiudere un occhio di fronte al debito dell’Italia.

Secondo Kurtz questa è l’unica strada per garantire che l’unione monetaria “abbia successo e stabilità a lungo termine”. Per il cancelliere austriaco le prossime elezioni europee sono l’occasione per mandare in soffitta il Trattato di Lisbona e aggiornare le regole dell’Unione. “Il trattato di Lisbona è stato negoziato nel 2007 ed è entrato in vigore nel 2009 – ha detto – Nel frattempo, le condizioni economiche di fondo sono cambiate, il contratto esistente non è in grado di coprire le nuove sfide”. E l’Unione si trova ad affrontare molteplici crisi: “Del debito, dell’euro, quella dei migranti e quella climatica, poi c’è stato il caos legato alla Brexit e all’uscita del Regno Unito e di Gibilterra” dal patto comune. “Per togliersi dall’indolenza e rendere l’ Europa migliore – conclude- dobbiamo creare ordine”.

Per Kurz infatti al momento “ci sono troppe poche sanzioni nella Ue, ad esempio contro chi sfora le regole del debito” mentre per Vienna – che ha raggiunto per la prima volta in 60 anni il pareggio di bilancio ed ha annunciato, di conseguenza, il taglio delle tasse per 6,5 miliardi di euro – la via dell’estremo rigore nei conti è essenziale come il raggiungimento di un nuovo Trattato. È l’ unica strada, secondo lui, per garantire che l’ unione monetaria “abbia successo e stabilità a lungo termine”. Solo così, ribadisce ancora nell’intervista, “potremo evitare che l’Italia metta in pericolo l’intera zona euro”. 

Il compito della Ue post 26 maggio, se vinceranno i popolari e la sua riforma per mandare in pensione il Trattato di Lisbona e scriverne uno nuovo, sarà quello di “aiutare i Paesi che si trovano ai confini dell’Unione, come Italia o Grecia”, tuttavia “se gli Stati membri continuano a lasciar entrare immigrati clandestini verso l’Europa centrale e non rispettano i loro obblighi, sono necessarie sanzioni chiare”. Questa severità nonostante il fatto che il numero degli arrivi sia “diminuito del 95% dal 2015 e che il Consiglio europeo dello scorso giugno abbia concordato una modifica della politica migratoria”. La ricetta di Kurz prevede una migliore cooperazione con gli Stati nordafricani, per mettere fine alle morti in mare e distruggere a lungo termine il business dei trafficanti: “Allo stesso tempo – continua – dobbiamo fornire assistenza in loco e migliorare i programmi di integrazione in Europa, per portare qui i più deboli tra i deboli, che provengono dalle zone di guerra”.

Intanto martedì la Commissione europea comunicherà le proprie previsioni economiche che oltre a registrare una crescita praticamente inesistente nel 2019 certificheranno che l’Italia non ha passato l’esame.

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