LʼEuropa non aspetta

Focus

Sul Governo soffia ancora il vento della crisi

L’esito, non pacifico, del vertice di governo di ieri e il nulla di fatto sulla flat tax, lascia spazio non solo allo scontro tra gli alleati Lega e M5S, ma soprattutto al testa a testa Salvini-Tria.

Un incontro, quello di ieri, diplomaticamente definito “interlocutorio”, una formula che mette al riparo da qualsiasi obiezione ma sembra proprio che tra Salvini e il Ministro dell’Economia si sia consumato l’ennesimo scontro con il leghista che spinge e il Titolare del Mef che frena.

Scontro Tria-Salvini

Il ministro dell’economia ha messo in guardia sui pericoli che deriverebbero alle casse statali se non arrivassero le somme finora garantite dal gettito fiscale. Ma la Lega di Matteo Salvini non fa passi indietro e ritiene irrinunciabile la flat tax, uno dei punti principali del suo programma di governo. Salvini vorrebbe farlo con il deficit di bilancio, cioè aumentando il debito pubblico. Tria si oppone.

La strategia di Conte

Da qui la decisione di Conte di avviare sette tavoli, di fatto dossier ancora tutti aperti, con l’obiettivo di riuscire a disinnescare l’aumento Iva da 23 miliardi e nello stesso tempo ricavare risorse per la riforma del fisco e per la crescita: spending review, tax expenditures, flat tax, privatizzazioni, cuneo fiscale, investimenti, export e Sud.

Di Maio e le crisi aziendali

Su La Stampa un retroscena, ripreso anche dal Giornale, sulle manovre della Lega ricostruisce che Salvini avrebbe detto ai suoi ministri: “tenetevi pronti”. Insomma Salvini ha fatto capire che la corda si potrebbe spezzare improvvisamente. Nell’incontro a casa sua nel pomeriggio di ieri con i ministri Fontana, Centinaio, Bongiorno, Stefani e Bussetti, il capo del Carroccio ha ripetuto quello che afferma in pubblico: non vuole la crisi di governo, sta facendo di tutto per evitare che la situazione precipiti, ma ci sono troppe questioni aperte e difficilmente risolvibili. Ci sono tante crisi aziendali che il ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio non sembra in grado di gestire, si legge nel retroscena.

“‘Se non si risolvono questi problemi, tra Alitalia e Ilva che ha 13 mila dipendenti in Italia, ci troveremo le piazze piene. Altro che procedura d’infrazione: le persone non scenderebbero in piazza per questo ma per il posto di lavoro. Gli effetti sul nostro consenso elettorale sarebbe devastante'”, avrebbe detto il leader leghista.

Ipotesi rimpasto

Sul Corriere della Sera si parla ancora delle tensioni nel governo con l’ipotesi rimpasto, smentita poche pagine prima dal vicepremier Luigi Di Maio che sul quotidiano parla in una lunga intervista. “‘Non è all’ordine del giorno, il presidente del Consiglio non ne avverte l’esigenza, è contento dei suoi ministri e dei suoi sottosegretari, e non tollera che qualcuno li tocchi'”, ha detto ieri il premier Giuseppe Conte.

Ma è solo la punta dell’iceberg perché la Ue  pare abbia deciso di adottare la linea dura nei confronti di Roma.
Ora tocca all’esecutivo gialloverde dare una risposta forte, chiara e soprattutto convincente. 

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