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La carta di Zingaretti: un’indennità europea di disoccupazione

Dopo l’incontro con i segretari di Cgil, Cisl e Uil, oggi il segretario dem Nicola Zingaretti ha incontrato i rappresentanti del mondo produttivo. Un incontro segnato dalla preoccupazione per le previsioni di crescita perché, ha sottolineato Zingaretti, “l’Italia sta andando peggio e serve un cambiamento radicale delle politiche economiche”.

È stata una discussione propositiva e condivisa soprattutto sulle misure che saranno utili a contrastare la recessione in atto. Perché l’allarme dei presenti sui dati dell’economia reale è alto, soprattutto alla luce delle stime di crescita ridotte che il governo sta per inserire sul Documento di economia e finanza. E che l’Italia resti nell’Euro è stata una delle grandi preoccupazioni espresse dalle organizzazioni delle imprese, Confindustria in testa.

Una riunione considerata positiva da tutti i presenti soprattutto per la ripresa di un confronto tra il Partito democratico e le forze produttive. In molti hanno infatti evidenziato come incontri del genere siano salutari per la tenuta della democrazia, che a detta dei partecipanti deve passare proprio dal dialogo con i corpi intermedi. “Vogliamo favorire un coinvolgimento pieno in vista delle prossime europee” ha detto Zingaretti al termine dell’incontro.

Il segretario dem ha sottoposto 15 punti programmatici “che saranno l’intelaiatura dell’Europa che vogliamo costruire”. Il punto di partenza, ha sottolineato, è “la chiara scelta europeista che facciamo”.

Poi l’attacco all’esecutivo gialloverde: “Il problema dello sviluppo italiano è il governo italiano. Il governo delle incertezze, di liti continue che sono figlie non di antipatie ma di visioni radicalmente diverse in politica – aggiunge – il governo porta il Paese all’immobilismo. Dicono ‘prima gli italiani’, in realtà sono gli italiani i primi a pagare questo prezzo altissimo. La prima risposta programmatica per uscire dalla crisi è cambiare governo”.

Tra i punti programmatici presentati oggi, oltre ad un massiccio piano di investimenti, c’è stata “la misura chiamata l’Europa che salva il pianeta”, l’Europa a zero emissioni. Altre misure sono: “L’indennità europea di disoccupazione, il fondo europeo per i disoccupati, che assiste gli stati membri di fronte a una crisi occupazionale”.

Infine la discussione si è concentrata sulla riduzione del costo del lavoro, sul rilancio degli investimenti (pubblici e privati) e sulle regole che possano favorire innovazione e digitalizzazione. Tutte cose, fa notare il presidente dem Paolo Gentiloni durante le sue considerazioni finali, che possono essere realizzate soltanto con un’Europa che abbia gli occhi puntati su crescita e sociale.

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