La “Congiuntura astrale” di De Vito non è buona: Di Maio lo caccia

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Ecco chi è il presidente dell’assemblea capitolina arrestato oggi

Marcello De Vito, presidente dell’assemblea capitolina arrestato oggi nell’ambito dell’inchiesta sullo Stadio della Roma, è uno dei grillini della prima ora. Vicino alla Lombardi e all’ala dura e pura del Movimento in questi anni non ha risparmiato critiche alla sindaca.

A candidato sindaco nel 2013 lo incoronano le comunarie: arriva terzo, col 12%, dietro a Ignazio Marino e l’uscente Gianni Alemanno. Sempre le comunarie tre anni dopo lo fanno perdere a vantaggio di Virginia Raggi. Alle epoca in un video si presentava così: “Le mani libere del Movimento 5 Stelle rappresentano un valore importantissimo per Roma. Per la prima volta andremo a combattere gli sprechi, i privilegi, la corruzione con cui i partiti di destra e di sinistra indifferentemente hanno campato per anni sulle spalle dei cittadini romani”.

Laureato in Giurisprudenza, 45 anni, con l’elezioni della Raggi diventa presidente dell’assemblea capitolina forte di quasi 6500 preferenze, risultando il più votato in consiglio. Nell’inchiesta sullo stadio quello di De Vito è il secondo arresto eccellente per il Campidoglio, dopo quello dell’avvocato Luca Lanzalone già presidente di Acea e superconsulente del comune.

Oggi arriva per lui la sentenza politica. A dettarla è proprio Luigi Di Maio: “Marcello De Vito è fuori dal Movimento 5 Stelle. Mi assumo io la responsabilità di questa decisione, come capo politico, e l’ho già comunicata ai probiviri. Quanto emerge in queste ore oltre ad essere grave è vergognoso, moralmente basso e rappresenta un insulto a ognuno di noi, a ogni portavoce del MoVimento nelle istituzioni, ad ogni attivista che si fa il mazzo ogni giorno per questo progetto”.

L’indagine “Congiunzione astrale” si concentra sulle condotte corruttive e il traffico di influenze illecite nell’iter per la realizzazione del nuovo stadio della Roma, la costruzione di un albergo presso la ex stazione ferroviaria di Roma Trastevere e la riqualificazione dell’area degli ex Mercati generali di Roma Ostiense.

“Marcello De Vito ha messo a disposizione la sua pubblica funzione di presidente del Consiglio comunale di Roma Capitale per assecondare, violando i principi di imparzialità e correttezza cui deve uniformarsi l’azione amministrativa, interessi di natura privatistica facenti capo al gruppo Parnasi”, scrive il gip nell’ordinanza con cui ha disposto il carcere per il presidente dell’assemblea capitolina.

Marcello De Vito è il primo esponente del Movimento a finire in carcere e a provare sulla propria pelle la legge voluta dal vicepremier Luigi Di Maio e il Guardasigilli Alfonso Bonafede: lo Spazzacorrotti.

Fu proprio lui uno dei  primi a rilanciare l’hashtag di Virginia Raggi #lostadiosifa che oggi acquisisce un significato inquietante.

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