La Corte costituzionale annulla il referendum. A Barcellona le piazze si riempiono di nuovo

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Migliaia in piazza contro l’arresto di due indipendentisti

La Corte Costituzionale spagnola ha invalidato – dichiarandola nulla e incostituzionale – la legge del referendum approvata dal parlamento catalano per convocare la consultazione elettorale dello scorso primo ottobre. Secondo i giudici, la legge invade competenze statali e lede “tra gli altri principi costituzionali, la supremazia della Costituzione, la sovranità nazionale e l’indissolubile unità della nazione spagnola”, si legge in un comunicato.

Il ‘Parlament’ di Barcellona aveva approvato la legge il 6 settembre nel corso di una turbolenta sessione durante la quale i deputati contrari al governo indipendentista avevano abbandonato l’aula in segno di protesta. Il governo centrale di Mariano Rajoy aveva immediatamente presentato ricorso contro la legge, sospesa il giorno successivo dalla Corte costituzionale in via cautelare, così come la convocazione del referendum firmata dal capo dell’esecutivo catalano, Carles Puigdemont.

La decisione arriva in una giornata molto tesa per via di alcune manifestazioni molto partecipate a Barcellona e in altre città della Catalogna per protestare contro gli arresti decisi ieri dall’Audiencia Nacional di Madrid nei confronti dei due leader delle associazioni indipendentiste catalane. Jordi Cuixart e Jordi Sanchez, sono stati arrestati per ordine del giudice che indaga sui fatti dello scorso 20 settembre, quando la Guardia Civil effettuò alcune perquisizioni in edifici pubblici in cui si sospettava fosse custodito il materiale per il referendum di indipendenza poi celebrato seppure in forma semiclandestina il successivo primo ottobre.

Le immagini pubblicate sui social network mostrano vari cortei che si sono formati di fronte alla sede delle due associazioni, di fronte ai municipi di diverse città della regione, in alcune scuole e università.

Anche il ‘Parlament’, organo legislativo della Comunità autonoma catalana ha interrotto le sue attività per cinque minuti in segno di solidarietà nei confronti dei due attivisti.

 

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