La dignità di chi affronta i tragici viaggi della speranza

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Partecipare alla quinta Conferenza Internazionale dei sindaci, organizzata dalla fondazione austriaca Act Now, è stata una esperienza esaltante. Ancora di più considerando il mio essere presente, per la prima volta, non da sindaco, ma da consulente della Fondazione. “Plasmare il futuro – Coesioni sociali nelle nostre città” è stato il tema principale delle relazioni e […]

Partecipare alla quinta Conferenza Internazionale dei sindaci, organizzata dalla fondazione austriaca Act Now, è stata una esperienza esaltante. Ancora di più considerando il mio essere presente, per la prima volta, non da sindaco, ma da consulente della Fondazione.

“Plasmare il futuro – Coesioni sociali nelle nostre città” è stato il tema principale delle relazioni e delle riflessioni degli intervenuti: sindaci, docenti universitari, operatori delle ONG, psicologi; dalla Svezia al Libano, dalla Giordania alla Germania, Dall’Iraq alla Grecia, sono stati tanti gli spunti sui quali interrogarsi riguardo la gestione nei territori dei flussi migratori e delle attualissime problematiche relative all’integrazione e all’inclusione, con un occhio di riguardo alle condizioni dei minori stranieri non accompagnati.

Avendo partecipato anche alle precedenti edizioni, nella veste di sindaco di Pozzallo, terrazza sul Mediterraneo e finestra d’Europa che ha negli ultimi anni accolto migliaia di bambini, donne e uomini in cerca di un futuro migliore, ho avuto l’onore di essere invitato a continuare la mia opera di testimonianza e di impegno a favore dei tanti che ancora attraversano il mare in cerca di speranza.

Nel mio intervento di introduzione della Conferenza ho voluto testimoniare l’importanza dell’incontro con le diverse realtà coinvolte nella gestione dei flussi, per uno scambio di esperienze, opinioni e buone pratiche, un’esperienza che ha arricchito e continua ad arricchire, soprattutto dal punto di vista umano, chiunque vi si trovi coinvolto in prima persona. Un’esperienza che è nostro dovere, di noi che ci siamo stati, trasmettere alle generazioni future.

Questo è il tempo della deriva populista di una destra che sempre più gioca sulla paura dell’ “altro”, travisando dati e fatti.
Recuperiamo il senso della “convivialità delle differenze”, insieme. Questo dicevo guardando la platea attenta, che mi ha restituito la fiducia e la convinzione che la strada intrapresa è quella giusta.

Avendo amministrato Pozzallo, città di Giorgio la Pira, terra di pace ed accoglienza, ho compreso che l’unica vera via per un futuro di pacifica convivenza sia, citando il “sindaco santo” di Firenze, “unificare il mondo facendo ovunque ponti ed abbattendo ovunque muri”.

Nella mia esperienza ho visto tanti sbarchi, aspettando sulla banchina del porto di Pozzallo: nessuno mai riuscirà a capire il senso della dignità di questi esseri umani, umani come noi.
Il dramma delle madri che mettono su un barcone i figli, sapendo che c’è anche la possibilità che non arrivino mai a destinazione: quali sono le motivazioni che spingono ad un gesto così estremo, se non quelle di avere la speranza di un futuro dignitoso?

Assistere all’arrivo di tanti giovani cadaveri, spesso seppelliti in solitudine: cosa c’è di umano in tutto questo?
Io ho sempre voluto essere il sindaco che accoglie i migranti e non i cadaveri.
Il mio impegno, da cittadino comune, rimane immutato.
Sarò sempre in prima fila per questa battaglia di umanità e dignità.

E l’unico argine per impedire ai populisti privi di umanità di arrivare al Governo del nostro Paese è rappresentato, oggi, dal Partito democratico, il solo che ha posto attenzione politica ed istituzionale al tema non solo della cooperazione internazionale, ma anche a quello della dignità umana di chi intraprende i troppo spesso tragici viaggi della speranza.

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