Dopo la Direzione, la road map del Pd

Focus

In agenda non solo l’Assemblea nazionale Pd del 13 luglio, ma tanti appuntamenti

“L’ossessione per l’unità” che ieri in direzione ha animato l’intervento del segretario Nicola Zingaretti “per ricostruire tra noi un clima di fiducia” e recuperare la “vocazione maggioritaria” è l’obiettivo dei dem fissato ieri dalla Direzione nazionale: e da oggi si inizia a lavorare su questa traccia.

La road map è tracciata. Il 13 luglio si terrà l’Assemblea nazionale Pd. In questa fase – ha annunciato Zingaretti – si punta a riannodare i fili con la società: esempio, con il tour del segretario “nelle fabbriche, nei luoghi della crisi e in quelli della creatività in Italia”, un’azione sui territori per integrare il Piano per l’Italia, ossatura del programma dell’alternativa di centrosinistra. Una nuova Agenda per il Paese, con scuola, ambiente, lavoro e welfare sugli scudi. Zingaretti ha anticipato che ci sarà un meeting dopo l’estate a Bologna, nel cuore di quell’Emilia Romagna che in autunno vedrà elezioni regionali cruciali.

Un percorso in cui le donne saranno protagoniste. Ieri, tra le altre cose, la Direzione nazionale del Pd ha approvato in modo compatto il regolamento per l’elezione della Conferenza nazionale delle donne democratiche e della sua portavoce. Il regolamento approvato dalla direzione prevede adesioni aperte fino all’8 settembre sui moduli scaricabili dal sito del Pd (che verranno inviati alle iscritte e divulgati per la firma nelle Feste dell’Unità locali) e, a fine anno, la nomina della Portavoce. All’elezione seguirà il lancio delle Conferenze Donne Dem sui vari territori.

Tracciato il perimetro delle responsabilità e indicato (a tutto il partito) il terreno su cui impegnarsi, però, non manca ancora qualche polemica. Ad accendere la miccia l’intervista del neo responsabile Lavoro del Pd Peppe Provenzano al Fatto Quotidiano in cui spiega che “presidiare il centro” non può essere “il compito del Pd” e ha rimesso in discussione il jobs act. Teresa Bellanova chiede un chiarimento. Critiche arrivano anche Andrea Marcucci (“Ho il dubbio che Provenzano abbia sbagliato partito”) e Dario Parrini (“Significa minare le basi su cui è nato il Pd”).

Le diverse anime interne al partito intanto si organizzano sulla base della fase attuale. Dopo la prima riunione nazionale di “Sempre avanti”, l’associazione di Anna Ascani e Roberto Giachetti nata dopo la corsa congressuale del duo, sono in programma altre due convention nazionali. Sabato 22 e domenica 23 giugno a Marzabotto tocca all’area di Maurizio Martina, “Fianco a fianco”, che ha organizzato per il suo primo forum nazionale dal titolo “Per l’alternativa”, una summer school di formazione e confronto. Per tutta la giornata di sabato ci saranno sessioni tematiche su uguaglianza, sostenibilità, Europa, lavoro e automazione (con interventi di Marco Leonardi, Tommaso Nannicini, Paolo Gentiloni, Carlo Calenda). La domenica invece sarà dedicata alle “prospettive del Pd per l’alternativa”. Molti gli esterni invitati a parlare, come Mario Tozzi, il giornalista David Parenzo e il sindacalista Marco Bentivogli. Calenda parlerà appunto il sabato, insieme a Roberto Gualtieri e Irene Tinagli. Gentiloni chiuderà la sessione del sabato mattina mentre il segretario del Pd Zingaretti interverrà la domenica a mezzogiorno (al dibattito di domenica parteciperanno anche Graziano Delrio, Stefano Bonaccini, Matteo Orfini e altri). I lavori verranno poi chiusi la domenica alle ore 13 da Maurizio Martina. Di seguito l’assemblea di Base Riformista, l’area politica di Lorenzo Guerini e Luca Lotti che prepara l’appuntamento di Montecatini che si terrà dal 5 al 7 luglio. In quell’occasione sarà presentato anche un manifesto al quale sta lavorando il senatore Dario Parrini, già segretario del Pd toscano. Alla tre giorni di Montecatini parteciperanno, fra gli altri, Filippo Sensi, Alfredo Bazoli, Simona Bonafè, Mattia Mor, Pina Picierno, Andrea Marcucci, Andrea Romano, Alessia Morani, Emanuele Fiano.

Sullo sfondo continua intanto ad  incombere l’ombra delle possibili elezioni anticipate. L’avversario da sconfiggere è palese:  “Siamo di fronte a una possibile egemonia di un blocco di forze illiberali” ha precisato Zingaretti ieri perché “il vento soffia ancora forte nelle vele della destra di Salvini”-. E sul M5s la posizione è quello di “uno stato confusionale”. Insomma ,in caso di rottura della maggioranza, il Pd avrebbe un ruolo importante da giocare, in Parlamento e nel paese.

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