La disoccupazione aumenta, ecco il “boom” di cui parlava Di Maio

Focus

Ogni bollettino statistico conferma quanto sia stato dannoso il decreto sul lavoro pensato dal vicepremier grillino

Novembre, il mese in cui è entrato pienamente in vigore il Dl Dignità, ha registrato un aumento del 5,2% delle domande di disoccupazione, che hanno raggiunto quota 223.728. Se Luigi Di Maio non riesce ancora a fare 2+2, lo traduciamo per lui: significa oltre 10mila lavoratori ai quali i contratti non sono stati rinnovati e che per questo hanno dovuto chiedere la Naspi.

Qualche mese fa diceva che non c’erano prove che il suo decreto fosse dannoso, ma ormai ogni bollettino statistico ci dà una prova univoca che si chiama disoccupazione. Se poi uniamo a questi dati il rallentamento dell’export comunicato da Istat lo scenario per il nostro Paese diventa davvero preoccupante.

Le ore di cassa integrazione nel 2018 sono scese grazie ai perduranti effetti delle misure del Pd, ma di fronte a una nuova recessione sarà impossibile confermare questo trend nel 2019, non con le politiche scellerate dell’esecutivo gialloverde. Su questo come sulla sicurezza sul lavoro preoccupa l’incapacità di Di Maio di ammettere gli errori commessi

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