La Lega ha cambiato nome, ma non statuto. Il suo fine è ancora la secessione

Focus

La cosa più ridicola è che Salvini si è candidato Premier di un Paese dal quale vuole secedere in  “maniera pacifica e democratica”!

Davvero non capisco una certa euforia ed una certa ironia nel Pd. Il Presidente, secondo me è rimasto intrappolato da Salvini. Sì perché Di Maio, pur di governare, avrebbe sostituito Savona e alla fine il tentativo si sarebbe esaurito da solo mancando le coperture economiche per il loro progetto impossibile.

Con questa legge elettorale, a ottobre, possiamo ancora perdere consensi con Salvini che potrà scegliere di allearsi con i berlusconiani, con i grillini o andare da solo. In questi ultimi due casi presentando lo stesso programma o programmi analoghi.

Il problema Savona, persona razionale e professionalmente fuori discussione, culturalmente anni luce lontana dalla vuotaggine del duo Salvini Di Maio  – che però salda gli interessi del Nord, la disperazione del Sud ed il qualunquismo trasversale italico – sarebbe stato più risolvibile del vero problema: ministri leghisti, con Salvini ministro dell’Interno del Governo della Repubblica italiana, per la quale la Lega prevede all’articolo 1 del suo statuto come obiettivo unico e primario, la secessione delle fantomatiche nazioni padane per la costituzione della  Repubblica federale padana libera ed indipendente!

Questo è il vero vulnus costituzionale che qualunque governo con l’attuale Lega produce. Alla sinistra e al centro sinistra, e quindi a noi, ai liberal democratici ed a quelli che si sentono davvero popolari e riformatori, lontani dalla confusione ideologica penta stellata e dal neo peronismo lepenista di Salvini, il compito di trovare una soluzione che consenta un governo ed un’immagine dell’Italia non bananiera, anche attraverso nuove elezioni.

Del resto urlare, sui giornali ed in televisione (purtroppo i nostri giornali non ci sono più), l’anti italianità statutaria della Lega rispetto alle ipocrite frottole salviniane sulla difesa dell’Italia è un obbligo a tutela della  Costituzione per la quale la Repubblica Italiana è una ed indivisibile.

E la cosa più ridicola è che Salvini si è candidato Premier di un Paese dal quale vuole secedere, con il “territorio padano”, in  “maniera pacifica e democratica”! Aver cambiato il nome del partito e non lo statuto è la solita presa per i fondelli del bauscia che non vuole perdere i voti dei leghisti duri e puri  pronti ad utilizzare il tricolore come carta igienica.

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