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La Lega vuole trasformare l’Italia in un Far West

Dunque ci siamo. Uno dei cavalli di battaglia della Lega di Salvini sta per arrivare in Parlamento. Questa settimana, infatti, inizia la discussione in Senato sulla riforma della legittima difesa. Cinque i progetti di legge presentati in Senato, tra i quali spicca quello del leghista Romeo, che di fatto depenalizza tout court i cittadini che si trovino nelle proprie abitazioni (o comunque proprietà private) e decidessero di sparare a chi si intrufola per rubare. Una discussione condizionata da un’inchiesta pubblicata nei giorni scorsi da Repubblica, che fa riferimento ad un documento, sottoscritto da Matteo Salvini in campagna elettorale con il Comitato Direttiva 477. Per chi non lo sapesse, stiamo parlando un’associazione che tutela i cittadini possessori di armi. Detto in maniera più esplicita, la lobby delle armi, la corrispondente della National Rifle Association che detta legge negli Stati Uniti.

Il leader della Lega, finito al centro della bufera, ha precisato che il suo coinvolgimento con il Comitato Direttiva 477 non ha nulla a che fare con la legge sulla legittima difesa. Anzi, ha minimizzato: “Nessun accordo segreto, ma un documento firmato pubblicamente che si rivolge ai legittimi detentori di armi ed è una serie di impegni sul recepimento della demenziale delibera voluta dall’Europa, che complica la vita a chi vuole andare a sparare al poligono o detiene regolarmente armi da collezione, da caccia, per uso sportivo o per difesa”. Guarda caso, però, Salvini non dice che l’accordo firma prevede, tra le altre cose, l’impegno di coinvolgere i produttori di armi nei provvedimenti che riguardano il settore, a cominciare dalla legittima difesa.

“Se parlo di latte parlo con gli agricoltori, se parlo di armi parlo con i produttori di armi”, afferma con disinvoltura Salvini. Come se non sapesse che il tema è tutt’altro che leggero e che, come tutte le lobby, anche quella delle armi punta a fare soldi e ad accrescere il fatturato. E cosa c’è di meglio che una legge che autorizza tutti i cittadini a sparare dentro le mura domestiche?

Quello che Salvini ignora (o meglio, che vuole che gli italiani ignorino) è che l’aumento dell’uso delle armi da fuoco non crea assolutamente maggiore sicurezza e non fa diminuire i furti. L’unica cosa che aumenta è il numero di morti ammazzati. Prendiamo l’esempio più eclatante, gli Stati Uniti d’America. Qui il numero dei furti, rapportato alla popolazione, è praticamente identico al nostro. Ciò che cambia è il rapporto tra abitanti e omicidi perpetrati tramite l’uso di armi da fuoco. Trentatremila (numero calcolato per difetto) morti negli USA, quattrocento in Italia, compresi i delitti firmati da Mafia, Camorra, ‘Ndrangheta e le altre organizzazioni criminali.

Numeri che parlano chiaro. Ma che gli zelanti “junior partners” della Lega, i Cinque Stelle, ora preferiscono ignorare. L’ennesima piroetta politica: andatevi a guardare cosa scrivevano su Facebook Di Maio e Di Battista, tre anni fa, sull’uso delle armi da fuoco e sulla lobby delle armi e mettetevi pure a piangere per loro.

 

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