La lettera di Conte: “Rispetteremo le regole”. E taglia 2 miliardi

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Giuseppe Conte invia all’Europa l’attesa lettera in cui il governo, pur ribadendo il rispetto delle regole, chiede un cambio

Alla vigilia di un Consiglio europeo decisivo perchè l’Italia eviti la procedura di infrazione il premier Giuseppe Conte invia all’Europa – a tutti gli Stati membri, a Jean Claude Juncker e a Donald Tusk – l’attesa lettera in cui il governo giallo-verde, pur ribadendo il rispetto delle regole vigente ne chiede con nettezza un cambio. “E’ un dovere aprire adesso, senza ulteriore indugio, una fase costituente per ridisegnare le regole di governo delle nostre società e delle nostre economie”, si legge nella lettera con cui Conte, di fatto, manda un messaggio chiaro a Bruxelles: con la sola stabilità si rischia la sopravvivenza stessa dell’Europa.

Il premier sarà chiamato a dare prova, al tavolo Ue, di una sorta di correzione dei conti richiesta da Bruxelles che non rilascia “nessun commento”, anche se  la portavoce degli Affari economici e monetari ha indicato che la Commissione “ha ricevuto la lettera dal primo ministro italiano” che stanno “analizzando”. “Non sono mai stato a favore delle sanzioni, perché sono punizioni, ma sono per il rispetto delle regole”, ha detto invece Moscovici.

Insomma il governo tenta la carta dell’assestamento al bilancio per convincere l’Unione europea a bloccare la procedura di infrazione nei confronti dell’Italia per disavanzo eccessivo. La lettera agli Stati membri della Ue e ai vertici europei è stata inviata ieri in serata e oggi pubblicata dallo stesso Premier su facebook. Con un messaggio politico con il quale il governo sottolinea come i gialloverdi non hanno responsabilità per il passato e mettono sul piatto numeri diversi da quelli previsti dalla Commissione Ue.

Ma i due miliardi messi sul piatto potrebbero non bastare. Comunque è lungo l’elenco di chi pagherà il conto dei due miliardi destinati sulla carta ai ministeri che ora il Governo, dopo averli congelati con l’ultima legge di bilancio, ha deciso di tagliare definitivamente per contenere il deficit 2019.

“Dopo aver portato l’Italia in stagnazione con una Legge di Bilancio totalmente sbagliata e dopo aver fatto salire il debito pubblico fino a 93.000 euro a famiglia, il Governo di Salvini e Di Maio si prepara a tagliare con l’accetta la spesa pubblica: meno sanità, trasporto locale, istruzione, tagli alle politiche sociali, meno sostegno alle piccole e medie imprese” attacca Antonio Misiani, responsabile economico del Pd che chiosa “Tutto questo porta la firma di Matteo Salvini e Luigi Di Maio”.

L’obiettivo (e la speranza) del governo è che non sia previsto un innalzamento dello spread nel caso di un avvio della procedura dell’infrazione; magari mantenendo dritta la barra sulle misure a cui sia Lega che M5s tengono di più. L’Italia rimane comunque sorvegliata speciale.

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