X

Primarie Pd, la cronaca di una giornata di partecipazione e speranza

Una grande giornata di democrazia. Tanti tra 1,7 e 1,8 milioni (il dato definitivo ancora non c’è) si sono recati ai seggi per esprimere la propria preferenza. Ha vinto Nicola Zingaretti, con una percentuale vicina al 70% (per i dati definitivi si dovrà attendere). Nel suo discorso il neo-segretario ha dettato la linea della sua segreteria. Sarà l’Assemblea nazionale del 17 marzo a ratificare l’elezione del Presidente del Lazio.

Ore 00.12 – “Su dati reali si può dire che è stato superato il dato del 1,7 mln di votanti”. Lo ha detto il presidente della commissione Congresso del Pd Gianni Dal Moro.

Ore 0.00 –  Secondo i dati del comitato Martina, Nicola Zingaretti ha avuto il 63.5 alle primarie, Maurizio Martina il 24.5, Roberto Giachetti il 12.

Ore 23.50 –  Quando sono oltre 20mila i voti scrutinati nella Capitale, l’esito parziale delle primarie del Pd a Roma vede ancora Nicola Zingaretti vincente con oltre il 70%. Il governatore del Lazio ha per ora raccolto il 74,4% delle preferenze (15.221 voti), secondo Roberto Giachetti con il 15,2% (3.105 voti) e infine il segretario uscente Maurizio Martina con il 10,4% (2.125 voti).

Ore 23.45 – ”I dati in nostro possesso confermano che per Giachetti la forbice di voti a favore varia tra il 15% e il 20%”. È quanto rende noto il Comitato Giachetti – Ascani.

Ore 23.30 – Per Youtrend con un conteggio parziale di 346.000 voti: Zingaretti 65,29%, Martina 21,95%, Giachetti 12,77%.

Ore 23.19 – “Matteo (Renzi, ndr) mi ha scritto e ne approfitto per ringraziarlo. Non penso che la scissione sia nella testa di nessuno e mi auguro che questo risultato aiuti a rimanere uniti. E’ evidente che c’è un soggetto politico che non è da archiviare che si chiama Pd. Ne vedrete delle belle”. Così il neo-segretario del Pd Nicola Zingaretti ai microfoni di SkyTg24, presso il suo comitato elettorale.

Ore 23.15 –  In Friuli Venezia Giulia, alle Primarie del Partito democratico hanno partecipato 24.691 elettori. ella corsa alla segreteria, Zingaretti ottiene 17.554 voti, pari al 71,40%, Martina 4.519, pari al 18,38%, e Giachetti 2.510, pari al 10,21%. Lo rende noto la Commissione regionale Pd per le Primarie, precisando che i dati non sono ancora certificati.

Ore 23.10 –  Sono stati poco più di 30 mila e 700 i votanti in Umbria alle primarie del Partito democratico per l’elezione del nuovo segretario nazionale. A Zingaretti sono andati il 62,8 per cento dei voti, a Maurizio Martina il 21% e a Roberto Giachetti, in ticket con l’umbra Anna Ascani, il 16,1%.

Ore 23.01 – A Milano metropolitana si è votato in 351 seggi, con un’affluenza di 95.783 votanti (350 seggi su 351 scrutinati) e le percentuali registrate risultano cosi’ ripartite fra i tre candidati: Nicola Zingaretti 68,2%, Maurizio Martina 19,4%, Roberto Giachetti 12,5%. Nel solo perimetro della città, invece, i votanti sono stati 52.225 e le percentuali sono così ripartite: Nicola Zingaretti 71,6%, Maurizio Martina 16,2%, Roberto Giachetti 12,2%.

Ore 22.50 – “Complimenti e buon lavoro a Nicola Zingaretti, nuovo segretario del Partito Democratico”. Lo scrive su Twitter il sindaco di Milano, Giuseppe Sala. “Dopo la manifestazione di ieri, anche la giornata di oggi è stata un bellissimo esempio di democrazia e partecipazione. Un segnale forte che parte dalle persone”.

Ore 22.40 – Ancora manca il dato ufficiale dell’affluenza. Ma sembra che si attesti intorno al milione e settecentomila elettori.

Ore 22.30 – Dopo i primi 30.000 voti scrutinati Nicola Zingaretti si attesta al 62,2%, Maurizio Martina al 24,3% e Roberto Giachetti al 13,6%.

Ore 21.59 – Il discorso di Nicola Zingaretti dal suo comitato elettorale. Il neo segretario del Pd ha voluto ringraziare i volontari e i tanti italiani che si sono recati alle urne: “Dai primi dati sembra che a queste primarie abbiano votato lo stesso numero se non più delle ultime. Mi sembra un dato veramente straordinario e per la nostra candidatura una percentuale che oscilla tra il 65 e il 70% del consenso. Ringrazio sia Martina sia Giachetti per le telefonate ricevute poco fa. Io ringrazio loro perché credo abbiamo dato una buona immagine di confronto nella battaglia politica in questo Paese ferito”.

“Grazie ai tantissimi partigiani ultranovantenni che sono usciti di casa e sono andati ai gazebo a votare. Grazie perché ci avete regalato la democrazia e ancora lottate per la democrazia. Grazie ai giovani, alle donne, al Sud che non si piega contro le mafie, a Milano per la straordinaria piazza di ieri. Grazie all’Italia che non si piega e che vuole arginare un governo illiberale e pericoloso. Oggi, non illudiamoci, è solo l’inizio. La destra è rocciosa, ha conquistato il potere e non lo cederà tanto facilmente. Questo ci carica di una responsabilità, non mi intendo capo ma leader di una comunità”.

“Dedichiamo la vittoria a Greta Thumberg, la ragazza svedese che lotta per la salvezza del pianeta, e a tutti i ragazzi che il 15 marzo occuperanno le piazze italiane per la salvezza del pianeta. Solo con nuovo modello di sviluppo torneremo a creare sviluppo. Dedicato a 5 milioni di poveri che lottano contro le ingiustizie, saremo vicini a coloro che si sentono poveri e lotteremo perché non lo siano più grazie al lavoro. Ai troppi giovani disoccupati dedichiamo la vittoria”.

“Io penso ai delusi, a coloro che non hanno votato alle Politiche e che oggi credo erano in fila ai gazebo, penso a quelli che si sono allontanati, che ci hanno criticato, frainteso, che non avendo più fiducia in noi hanno votato per altre forze politiche. Ho visto in questo risultato un primo grande segnale: molti sono tornati e stanno tornando in un nuovo Pd e un nuovo centrosinistra. Questo nuovo Pd sarà fondato su due parole: unità e ancora unità, cambiamento e ancora cambiamento”.

“Penso a chi ci ha criticato, a chi ci ha frainteso e ha votato altre forze politiche che si sono presentate con idee suggestive. Molti sono tornati, stanno tornando e torneranno nel nuovo Pd e nella nuova alleanza, un nuovo campo unitario e combattivo per voltare pagina in questo Paese. E’ un inizio, non illudiamoci, la destra è rocciosa, forte, radicata, non cederà il potere in maniera semplice. Noi siamo qui per mettere in campo una migliore ricetta di governo rispetto al governo gialloverde. E offrire un’altra strada. Basta con le trame di potere e con il gioco delle figurine di chi sta con Tizio, con Caio e con Sempronio. Sarà un’agenda nuova. Non ha senso la politica se si distanza dalla condizione umana degli individui. Sarà una politica a misura delle persone”.

“Non vorrò mai essere solo, perché da soli si va più veloci ma insieme si va più lontano. Io dico agli italiani venite, entrate nel nostro partito, controllateci così sarà più facile non sbagliare di nuovo. Da domani al lavoro per voltare pagina. Io farò di tutto per essere all’altezza. Saprò ascoltare e saprò decidere. Aprirò una nuova fase costituente per il nuovo Pd”.

“Il nuovo Pd sarà pilastro e baricentro della nuova fase della democrazia italiana. Spalanchiamo tutto, perché l’Italia ha bisogno di un nuovo partito e questo partito per rifondarsi ha bisogno dell’Italia che c’è”.

“Il ministro dell’Interno Matteo Salvini parla di voti dimezzati alle primarie? Si vede che gli rode, non si aspettava quasi due milioni di persone…Quando Salvini fa queste dichiarazioni sono sereno”.


Ore 21.57Roberto Giachetti e Anna Ascani dal loro comitato elettorale commentano il risultato delle primarie: “E’ un grande risultato per il Pd e per il paese. Siamo testa a testa per la seconda posizione. Una cosa impensabile quando facevamo fatica a raccogliere le firme. Siamo una realtà”

Ore 21.50Maurizio Martina, dalla sala conferenze del Nazareno ha voluto congratularsi con Nicola Zingaretti: “Ancora una volta abbiamo confermato che il Pd è essenziale per il paese. Io sono orgoglioso del lavoro fatto in questi mesi. Io penso che il lavoro di questi mesi ha contribuito alla giornata di oggi. Sono convinto che non avremmo avuto il lavoro di partecipazione di oggi senza il lavoro di questi mesi. Il Pd è in buone mani. Si aprirà una bella stagione di impegno per tutti. A Nicola voglio regalare la maglietta con il messaggio: ‘siamo somma, non divisione’. E’ la maglietta con la quale siamo partiti. Continua ad essere il messaggio fondamentale anche di oggi”.

Ore 21.16 – Arrivano le congratulazioni di Matteo Renzi su Twitter al nuovo segretario Nicola Zingaretti: “Quella di Nicola Zingaretti è una vittoria bella e netta. Adesso basta col fuoco amico: gli avversari politici non sono in casa ma al Governo. Al segretario Zingaretti un grande in bocca al lupo. A Maurizio, Bobo e a tutti i volontari grazie. Viva la democrazia”.

Ore 21.07 – Anche Maurizio Martina si congratula con Nicola Zingaretti: “Buon lavoro , buon lavoro Segretario! Contento di avere contribuito a questa bellissima giornata. Da oggi sempre più #fiancoafianco nel PD per l’Italia #Primarie2019“. Ora si aspettano solo le percentuali.

Ore 21.00 – A complimentarsi con Nicola Zingaretti anche Dario Parrini, ex segretario della regione Toscana e sostenitore di Maurizio Martina. Un bravo a Roberto Giachetti arriva dall’ex premier Paolo Gentiloni.

Ore 20.49 – Roberto Giachetti ha chiamato Nicola Zingaretti per congratularsi: “Ho appena chiamato Nicola Zingaretti, che sarà il prossimo segretario del PD per complimentarmi per il suo risultato ed anche per il risultato della partecipazione alla quale abbiamo contribuito tutti #altrochemacerie.

Ore 20.30 – Arrivano le prime conferme ufficiali sul numero di votanti. Gianni Dal Moro, presidente della Commissione congresso,  ha affermato che “l’affluenza è stata omogenea in tutto il territorio nazionale, senza sacche di difficoltà e con un leggero picco al centro-sud, in particolare nel Lazio e in Campania”. Intorno alle 23.00 dovrebbero essere diffusi i dati di circa il 30% dei seggi.

Ore 20.00 – Si sono chiusi i seggi. Quella di oggi è stata una bellissima giornata di democrazia. Di ora in ora le stime sull’affluenza si sono alzate, fino alla cifra di un milione e mezzo di votanti. Un risultato che nessuno avrebbe ipotizzato alla vigilia. Le primarie del 2017 avevano visto poco più di un milione e ottocentomila cittadini recarsi ai seggi. Da questo momento si procederà allo scrutinio, e nel corso della serata si saprà chi tra Maurizio Martina, Nicola Zingaretti e Roberto Giachetti sarà il più votato. Bisognerà vedere anche se il vincitore riuscirà a conquistare più del 50% dei voti validi, solo così sarà subito segretario, altrimenti la parola decisiva spetterà all’Assemblea del 17 marzo, dove i 1000 delegati eletti oggi eleggeranno il nuovo segretario del Partito democratico.

Veniamo ai numeri. Alle 17 di oggi, secondo i dati in possessore del Pd, si sono recati a votare nei 739 seggi allestiti in Emilia-Romagna 141.101 cittadini. In Lombardia, invece, hanno votato in 173.756 nei 1193 seggi a disposizione. In Toscana, sempre alle 17, si era intorno ai 100.000 votanti, mentre a Roma si è toccato quota 65.000.

Ore 17.00 – Il voto dice Gianni Dal Moro, presidente della Commissione Congresso, è “uniforme in tutta Italia, il che rappresenta un voto di opinione e un segnale forte nei confronti del governo, anche dopo la manifestazione di ieri a Milano”. Per cui sostiene Del Moro “pensiamo di raggiungere e superare l’obiettivo di un milione di votanti alle Primarie”.

L’ottimismo è supportato da alcuni dati, oltre che dalle lunghe file ai seggi, che man mano arrivano dalle regioni fanno aumentare l’ottimismo. Alle 13 nei 348 seggi allestiti in provincia di Milano per le Primarie del Pd hanno votato più persone del 2017. Precisamente 43.128, vale a dire il 7,5% in più.

Dati soddisfacenti anche da Roma dove alle 12.00 hanno votato più di 35 mila persone. In Sicilia alle 14 si è toccato quota 32 mila, mentre in Emilia-Romagna alle 12 erano già più di 80 mila i votanti. Tutti questi dati fanno pensare ad un grandissimo risultato, con una partecipazione di gran lunga superiore alle previsioni. Tanto che dal comitato Zingaretti vedono la possibilità di superare il milione e mezzo.

Nicola Zingaretti ha votato in mattinata a Roma, a Piazza Mazzini. Sentito da Sky Tg24 ha dichiarato: “Sono contento di queste lunghe file in tutti i combini, è una risposta meravigliosa. Io avevo chiesto fiducia e passione per cambiare. Mi pare che questo messaggio sia arrivato. Ora tocca a noi non tradire la fiducia degli italiani e se toccherà a me giuro che non la tradirò mai”.

Anche Roberto Giachetti ha votato a Roma nel circolo Donna Olimpia in mattinata. Raggiunto dopo il voto dai giornalisti ha dichiarato: “Bella giornata. Mi pare che da tutta Italia arriva la notizia che molta gente sta andando a votare e come ho già detto ieri penso che questo non sia solo un voto per il futuro del Partito democratico ma sarà un voto per il futuro del Paese”.

Maurizio Martina invece ha votato A Bergamo.  Appena dopo il voto ha dichiarato: “Questa è una giornata stupenda. Di reazione popolare ai nazional-populisti che ci vogliono rubare il futuro. Il PD rimane essenziale per l’alternativa a questa destra e oggi lo stiamo dimostrando con migliaia e migliaia di persone fianco a fianco”.

Tanti i dirigenti dem che dopo essersi recati al seggio hanno fatto un appello sui social alla partecipazione. Matteo Renzi, Paolo Gentiloni, Andrea Marcucci, Maria Elena Boschi e molti altri.

Per scegliere chi sarà il nuovo Segretario dem tra Maurizio Martina, Nicola Zingaretti e Roberto Giachetti, hanno a disposizione oltre 7000 seggi allestiti fra Italia ed estero, di cui 150 in tutti i continenti, che rimarranno aperti dalle 8 alle 20. Anche quest’anno sono stati previsti seggi speciali negli ospedali, case di cura, case di riposo.

Per trovare il proprio seggio e per altre informazioni sulle primarie è possibile consultare il sito dedicato https://www.pdprimarie2019.it.

L’impegno e la disponibilità di oltre 35.000 tra volontari, iscritti e militanti, rendono possibile l’apertura dei seggi, le attività logistiche e la partecipazione al voto.

Chi può votare?

Possono votare tutti i cittadini italiani che abbiano compiuto 16 anni e quelli dell’Unione Europea e di altri Paesi residenti in Italia. Per votare occorre portare con sé la tessera elettorale e un documento di identità. Chi non è iscritto al Partito Democratico dovrà lasciare un contributo di almeno 2 euro.

“La macchina organizzativa sta dimostrando una tenuta straordinaria”, dichiara Gianni Dal Moro, presidente della Commissione Congresso del PD. “Un grazie a nome di tutto il Partito Democratico a quanti  hanno deciso di impegnarsi e che in queste ore stanno completando tutte le procedure e gli adempimenti congressuali per consentire che domenica sia una grande giornata di partecipazione e di democrazia”, conclude.

Una grande giornata di democrazia

I candidati seguiranno lo spoglio dei voti separatamente: Nicola Zingaretti sarà alla Domus Circo Massimo a Roma, in via dei Cerchi 89 (la sala stampa sarà aperta alle ore 19.30), Maurizio Martina e Roberto Giachetti, salvo cambiamenti dell’ultima ora, saranno il primo alla sede del Nazareno e il secondo al suo comitato in Via dei Delfini.

“Un grande grazie ai volontari del Pd che domani renderanno possibile una straordinaria giornata di democrazia e partecipazione unica per l’Italia”, scrive Maurizio Martina su Twitter. Il candidato ha rilasciato ieri un’intervista al Messaggero in cui ha parlato anche della sua idea di politica nazionale: “Noi siamo oggi e saremo sempre alternativi a Lega e Cinque Stelle. Non vedo alcuna possibilità di intese con chi guida queste forze e compie scelte folli come quelle fatte con l’ultima legge di bilancio o quando hanno deciso di bloccare insieme i cantieri delle infrastrutture fondamentali del paese. Sono degli irresponsabili al cubo”.

Concetto caro ad un altro candidato, Giachetti che a La Stampa ha detto: “Io ho una storia e sono sempre stato dentro quando facevo battaglie di minoranza. Ma se il Pd prende la strada di un accordo con M5S, è una cosa contraria ai miei principi e valori. Se si va a un accordo con M5S, è il Pd che finisce e muore”.

Torna sul tema anche Nicola Zinagretti che commenta in un’intervista al Corriere della Sera lo sfarinamento dei 5 Stelle al governo:  “Le bugie, l’incompetenza, la confusione delle opinioni non possono reggere a lungo quando hai in mano le sorti di un Paese. Prevedo un’accelerazione della loro crisi di consenso, ci sarà una deflagrazione”. Quindi, conferma Zingaretti, “con i 5 stelle in quanto tali non ci può essere alcuna alleanza”. Ma, ribadisce, la necessità di “raccogliere una parte della loro diaspora”.

Articolo originale

Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti contenuti in linea con le tue preferenze. Cliccando in un punto qualsiasi dello schermo, effettuando un’azione di scroll o chiudendo questo banner, presti il consenso all’uso di tutti i cookie.