L’amarezza di Marini: “Io persona perbene, ne uscirò a testa alta”

Focus

Lo sfogo dell’ex presidente dell’Umbria: “Colpita anche perché sono donna”

Catiuscia Marini, dimessasi ieri da presidente della regione Umbria in relazione all’inchiesta sui presunti concorsi truccati (è indagata), ha mostrato molta amarezza:”Altri presidenti del mio partito sono indagati, ma solo a me viene chiesto un gesto di responsabilità”, ha detto all’Ansa e a Repubblica. “Fermo restando che nessuno mi ha chiesto di dimettermi e che la scelta è avvenuta in totale autonomia – ha spiegato Marini – faccio fatica a comprendere perché il segretario a me che sono donna chiede di essere responsabile, mentre non lo fa con i presidenti uomini”. 

Dura la critica al Pd: “Pensavo che il Pd del 2019 fosse una forza riformista e garantista, non una comunità di giustizialisti. Mi sbagliavo”.

Il Pd umbro è ovviamente in una condizione difficilissima, e confida che le regionali si tengano in autunno per poter avere del tempo per procedere ad una seria operazione di rinnovamento.

La Marini ha poi spiegato che l’idea di rassegnare le dimissioni l’aveva già maturata nella giornata di lunedì. “Chi guida le istituzioni non può avere nessuna ombra e questo è un principio a cui ho sempre fatto fede. E poi dovevo sottrarmi alla gogna mediatica alla quale sono stata sottoposta, come se il fulcro di tutto fossi io e all’uso strumentale da parte della politica. Uso strumentale – conclude Marini – che considero grave”.

Nella lettera di dimissioni Marini aveva scritto: “Io sono una persona perbene, per me la politica è sempre stata ‘fare l’interesse generale’, da Sindaco della mia città, da europarlamentare, ed in questi anni da Presidente di Regione. Quello che sta accadendo non solo mi addolora, ma mi sconvolge e sono sicura che ne uscirò personalmente a testa alta, perché – credetemi – io non ho niente a che fare con pratiche di esercizio del potere che non siano rispettose delle regole e della trasparenza, rifuggendo sempre da consorterie e gruppi di potere”.

La governatrice è indagata nellinchiesta della Procura di Perugia su concorsi per assunzioni che sarebbero stati pilotati.

La presa di posizione di Marini era stata subito seguita da una nota del segretario del Pd, Nicola Zingaretti: “Voglio ringraziare Catiuscia Marini, che con le sue dimissioni ha scelto di mettere al primo posto il bene della sua Regione. Catiuscia, in questi anni è stata al servizio delle istituzioni e dell’interesse generale e ha garantito all’Umbria sviluppo e qualità della vita e dei servizi. E’ stata una guida apprezzata per i suoi territori e benvoluta dalla sua comunità. Ora, sebbene in presenza di un’indagine che è ancora allo stato preliminare, ha scelto con responsabilità di fare un passo indietro proprio allo scopo di evitare imbarazzi e strumentalizzazioni per la sua Umbria. Da garantisti, aspetteremo che la giustizia faccia il suo corso prima di emettere giudizi definitivi. Spero lo facciano tutti”.

 

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