La reazione del Pd: basta bufale, ecco le nostre proposte per salvare il Paese

Focus

Padoan sgombra il campo dalle fake news del governo: “La procedura d’infrazione è totalmente responsabilità dell’esecutivo in carica. Ecco perché”

“Presentiamo oggi i punti che definiscono la nostra proposta politica ed economica. Undici emendamenti, dei 128 che presenteremo, che rappresentano davvero uno stimolo alla crescita e che correggono una manovra non credibile che rischia di creare danni irreparabili per l’Italia”. Così il capogruppo del Pd Graziano Delrio apre la conferenza stampa di oggi alla Camera, in cui, insieme a Pier Carlo Padoan e Luigi Marattin, mette in fila le proposte principali dei dem in materia di legge di bilancio. “Più forza ai salari, più forza alle imprese”, ecco le parole d’ordine di Delrio e del Pd.

“Questi undici emendamenti – spiega Luigi Marattin – definiscono il senso politico ed economico della nostra proposta”. Una proposta che si basa su tre pilastri: meno tasse, più welfare, più investimenti. E, sottolinea Marattin, “ha anche il pregio di portare il deficit al 2,2%, contro il 2,4% imposto dal governo, con una perfetta compatibilità finanziaria”.

Per quanto riguarda gli aspetti fiscali, spiega il deputato dem, “partiamo da una scelta forte: riduzione di quattro punti del cuneo contributivo per i neoassunti dall’1 gennaio 2019. Occorre invertire una scelta sbagliata del governo, con la manovra che fa aumentare di oltre 6 miliardi le tasse per le imprese. Prevediamo poi il ripristino dell’Iri al 24%, utile per un esercito di piccole e piccolissime imprese. Poi va reintrodotto un aiuto alla crescita economica, che questo governo cancella, ma che andava a risolvere il problema della scarsa capitalizzazione delle imprese, defiscalizzando gli aumenti di capitale che un imprenditore fa”. E’ incredibile, conclude Marattin su questo punto che “nella scorsa legislatura la pressione fiscale ha cominciato a scendere e ora si ferma”.

Conferenza stampa di Deputati PD sulla manovra di bilancio

In diretta dalla Camera la conferenza stampa di Deputati PD sulla manovra di bilancio con Graziano Delrio, Luigi Marattin e Pier Carlo Padoan

Publicerat av Partito Democratico Torsdag 22 november 2018

Sul lato welfare, “vanno cancellate subito le scelte sbagliate su reddito cittadinanza e quota 100. La nostra risposta a quota 100 è rendere strutturale l’ape social, che consente ai lavoratori impegnati in lavori usuranti di andare in pensione a 63 anni, senza mettere sul piatto nulla della propria pensione. La risposta al reddito di cittadinanza è invece l’assegno universale per i figli, un fondo di 5 miliardi dal quale prendere assegno per famiglie con figli, per lavoratori autonomi e dipendenti. E 3 miliardi in più per il Rei, strumento sostenibile di lotta alla povertà introdotto dal precedente governo, che va ampliato. Ultimo pezzo è il ripristino dell’alternanza scuola-lavoro, che invece andrebbe potenziato e del credito di imposta formazione 4.0, il completamento di industria 4.0”.

Infine, conclude Marattin, “questo governo aveva promesso il più grande piano di investimenti pubblici della storia: ebbene, stiamo parlando di 1,4 miliardi, pari allo 0,07% del pil. Proponiamo il ripristino del superammortamento, del credito di imposta in ricerca e sviluppo, l’estensione degli incentivi di industria 4.0 anche all’agricoltura. E poi il piano straordinario di investimenti sul territorio con dotazione strutturale di 3 miliardi all’anno”.

All’ex ministro Padoan, infine, è toccato rispondere alla falsa notizia diffusa da esponenti del governo e vari giornalisti, per cui la procedura di infrazione di Bruxelles sia da imputare ai governi precedenti: “Non prendiamoci in giro, c’è scritto nel rapporto della Commissione che a maggio 2018 l’Italia, che ha un debito superiore al 60%, ha rispettato le regole, utilizzando in modo appropriato i due fattori fondamentali: riforme strutturali e aggiustamento del saldo strutturale. A maggio 2018 queste condizioni erano rispettate. Dopo è cambiato tutto: le riforme si stanno smantellando e c’è stata una svolta sulle politiche di bilancio, aumentando il deficit strutturale. Ambedue le condizioni non sono più valide. La responsabilità della procedura di infrazione è totalmente a carico dell’attuale governo. Questa idea deve essere tolta dal tavolo, perché inaccettabile”.

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