La Sea Watch 3 è a Catania, i migranti possono sbarcare

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La nave Sea Watch 3 a Catania. L’ong accusa: “Una decisione politica. Sbarcheremo in un porto dove c’è un procuratore noto per la sua agenda sulle Ong che salvano in mare”

Dopo dodici giorni in mare i 47 migranti della Sea Watch 3 potranno finalmente sbarcare. Da cinque giorni la nave era in attesa davanti alle coste di Siracusa. Il divieto imposto dal ministro Salvini aveva impedito alla nave di avvicinarsi al porto siciliano. A fare pressione affinché questo avvenisse anche i parlamentari dem che in questi giorni hanno dato vita ad una staffetta per chiedere a gran voce che a prevalere fossero i diritti umani e le leggi internazionali sul soccorso in mare.

La situazione si è sbloccata quando sei Paesi (Germania, Francia, Portogallo, Romania, Malta e Lussemburgo) hanno accettato di accogliere parte dei migranti. Il premier Conte ha voluto ringraziare i Paesi che si sono prodigati ad accoglierli.

Le procedure di sbarco dei migranti

Una volta chiuso l’accordo il Viminale ha approntato la strategia di sbarco. Il porto prescelto per le operazioni è stato quello di Catania dove l’imbarcazione è arrivata in mattinata. Una volta sbarcati i 15 minorenni a bordo, per i quali verrà subito nominato un tutore legale, verranno portati in una comunità del catanese, mentre i maggiorenni subito trasferiti nell’hotspot di Messina dove resteranno in attesa di essere redistribuiti negli altri Paesi europei che hanno accettato di accoglierne una quota.

L’Ong protesta per la scelta di Catania

La scelta di Catania come porto di sbarco secondo l’Ong non sarebbe casuale. Infatti su Twitter la Sea Watch parla di decisione politica: “Dobbiamo andare a Catania. Ciò significa che dobbiamo allontanarci da un porto sicuro, verso un porto dove c’è un procuratore noto per la sua agenda sulle Ong che salvano in mare. Se questa non è una mossa politica non sappiamo cosa sia. Speriamo per il meglio ma ci aspettiamo il peggio”.

Sbarcando a Catania, infatti la competenza territoriale passa alla procura etnea, dove il fascicolo finirà nelle mani del procuratore Carmelo Zuccaro che non ha mai fatto mistero delle sue posizioni anti Ong, essendo stato il primo ad aprire un’inchiesta (che in due anni non ha mai portato a nulla) sulle presunte complicità tra Ong e trafficanti. Ed è colui che aveva chiesto l’archiviazione di Matteo Salvini per il caso Diciotti.

Tutto questo mentre il suo collega di Siracusa Fabio Scavone, che all’arrivo della Sea Watch 3 in rada a Siracusa aveva aperto un fascicolo, non aveva rilevato la sussistenza di alcun reato a carico del comandante.

Lo stesso ministro dell’Interno si era prodigato a chiedere che una volta arrivati “ad attendere a Catania la nave ci sia un procuratore che voglia indagare sul comportamento di questa Ong”.

 

 

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