La sfida di Di Maio: mi volete ancora come capo?

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Di Battista è ritornato – dopo un lungo periodo di silenzio e come se nulla fosse – al suo antico attivismo

Lunedì si era affrettato a dire che nessuno aveva chiesto le sue dimissioni. Ma neanche 24 ore dopo il caso Luigi Di Maio è scoppiato.

Ora arriva l’ufficialità. Un voto sulla piattaforma Rouseseau. “Chiedo di mettere al voto degli iscritti su Rousseau il mio ruolo di capo politico, perché è giusto che siate voi ad esprimervi. Gli unici a cui devo rendere conto del mio operato. Sarà tutto il Movimento 5 Stelle a scegliere. Se il Movimento rinnoverà la fiducia in me allora ci metteremo al lavoro per cambiare tante cose che non vanno. Io personalmente con ancora più impegno e dedizione. La domanda a cui rispondere è: confermi Luigi Di Maio come capo politico del MoVimento 5 Stelle? Le votazioni saranno aperte dalle 10 alle 20 di domani 30 maggio” scrive sul Blog delle stelle lo stesso il vicepremier e capo politico M5s Luigi Di Maio che promette: “stasera analizzeremo l’esito del voto europeo insieme a tutti i parlamentari, in occasione dell’assemblea congiunta. Nei prossimi giorni farò altrettanto con i neo parlamentari europei, con i consiglieri regionali e una rappresentanza dei consiglieri comunali e con i sindaci”.

A far partire l’assedio al leader del Movimento Luigi Di Maio erano stati  Carla Ruocco, Roberta Lombardi, Elena Fattori e il vicecapogruppo al Senato del M5s Primo De Nicola che aveva rinunciato il suo incarico. E oggi si sono aggiunti altri impietosi giudizi. Luigi Di Maio ha fatto male “pure da ministro, allo Sviluppo economico il Nord lo ha bocciato”. Al lavoro “mi è piaciuto, ma se fai il decreto Dignità devi usare gli ispettori del lavoro come un esercito”. Il senatore M5s Gianluigi Paragone non usa mezzi termini. Un passo indietro? “Lo farà. Decida lui da cosa”. Il momento della verità sarà l’assemblea M5s di mercoledì sera, quando il vicepremier chiederà un voto di fiducia.  Nella sua intervista al “Corriere della Sera” dopo il risultato alle europee, Paragone mette in fila tutte le accuse al suo leader. Per annunciare però all’indomani, ad Agorà su Rai3, che metterà a disposizione del suo capo il suo incarico parlamentare: “Non voglio passare per traditore: io consegno le mie dimissioni a Di Maio, sarà lui a decidere cosa farne. Non esiste l’opzione di andare altrove. Resto se c’è ancora un rapporto di fiducia, ma io resto un rompiscatole”.

A commentare i risultati delle elezioni anche Gregorio De Falco, senatore eletto con il Movimento Cinque Stelle e poi espulso per la sua opposizione al decreto sicurezza.“Il capo politico del Movimento dovrebbe prendere atto della sconfitta e rassegnare le dimissioni, se avesse dignità. Ha sbagliato tutto. M5S è ridotto a metà di ciò che era”.

Le ipotesi in campo sono quelle di una segreteria politica per il M5s, ma spunta anche l’idea di un direttorio bis e c’è chi ricorda la nascita del primo direttorio: dopo la sconfitta alle Europee. Va detto inoltre che Luigi Di Maio non può ricandidarsi se cade il governo, per colpa del vincolo dei due mandati e potrebbe dover lasciare il passo a Di Battista o a Fico che scalpitano da tempo.

Tant’è che Di Battista è ritornato – dopo un lungo periodo di silenzio e come se nulla fosse – al suo antico attivismo.  In questo “momento di difficoltà”, in cui “abbiamo appena preso la più grande scoppola della nostra vita”, Di Battista scrive su Facebook e ricorda che, se “la Lega ha vinto le elezioni europee, quelle che danno i numeri in Parlamento le abbiamo vinte noi. Quindi, come sempre, si vota ciò che è giusto e si bloccano le porcate”. Ed esorta i suoi a non temere “di essere irriverenti”, a non temere “il politicamente scorretto” perché “è la paura il nostro peggior nemico. Paura di sbagliare, paura del fango mediatico. Sono gli altri i politici di professione, non noi. Perché è proprio quando non si ha più nulla da perdere che si ricomincia a vincere”.

Insomma l’ex parlamentare vuole tornare in campo. Molti colleghi di partito lo considerano l’unico in grado di risollevare le sorti del Movimento. Ma c’è anche chi non digerisce il rientro di Di Battista come uomo della provvidenza.

Ed è probabilmente a lui che si riferisce Di Maio stizzito: “Nelle ultime quarantotto ore hanno detto di tutto contro di me. Dichiarazioni di ogni tipo da ogni parte. Ho letto anche i vostri tantissimi messaggi. Alcuni di incoraggiamento, altri che mi hanno fatto riflettere. E di questo vi ringrazio. La vita, per ognuno di noi, è fatta di diritti e doveri. Non scappa nessuno. Non mi sono mai sottratto ad alcuna responsabilità, in questi anni ci ho sempre messo la faccia. A differenza di alcuni, ma assieme a tanti anche di voi, sono sei anni che non mi fermo e credo di aver onorato sempre i miei doveri, rendendone sempre conto a tutti gli iscritti e gli attivisti del MoVimento” scrive sul Blog.

 

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