Il labour come metafora

Focus
Labour leader Jeremy Corbyn delivers a speech on Brexit during a campaign stop in Basildon

Le differenze fra il Labour di Corbyn e quello del sindaco di Londra Sadiq Khan andrebbero lette come espressione di due visioni dissimili della globalizzazione

L’articolo di Stefano Cagelli sulle manifestazioni volte a ottenere un nuovo referendum sulla Brexit dovrebbe indurre a riflettere.

Come è noto, le forze del campo socialdemocratico hanno offerto in più occasioni un contributo formidabile alla costruzione europea. Le ambiguità del Labour di Jeremy Corbyn riguardo alla Brexit, tuttavia, andrebbero concepite come metafora di un fenomeno più generale: gli eurosocialisti, lo ricordava giorni fa Umberto Ranieri, per decenni hanno agito prevalentemente su scala nazionale.

Quella era la dimensione del Welfare State. Le differenze fra il Labour di Corbyn e quello del sindaco di Londra Sadiq Khan non andrebbero lette tanto con le tradizionali categorie di “destra” e di sinistra” interna, quanto come espressione di due visioni dissimili della globalizzazione, della mobilità di persone e cose, dell’interculturalità (al di là dei limiti del modello multiculturale britannico).

In effetti quelle centinaia di migliaia di persone in marcia per contrastare la Brexit, fra le quali tanti laburisti, liberaldemocratici, ambientalisti, ricordano i cittadini bavaresi che hanno votato per i Verdi. Una spinta all’apertura, agli scambi, al coraggio e alla fiducia rispetto alle paure regressive degli xenofobi.

A volte anche coloro che si sentono idealmente pro-Europa scorgono i limiti di un’Unione dai tratti burocratici, di una sorta di grigia eurocrazia. La Baviera e Londra, però, mostrano con chiarezza quale sia la posta in gioco: la dimensione europea viene vissuta ad esempio da migliaia di ragazzi (l’eurogeneration) come uno spazio per studiare, muoversi, lavorare, competere con i giganti del mondo.

L’alternativa, dunque, è fra il ripiegamento nazionale e l’estensione delle opportunità. Senza dimenticare neppure per un istante la povertà – materiale o culturale che sia – di tanti, di troppi concittadini europei e l’esigenza di lavorare insieme per includerli e valorizzarne le capacità.

Vuoi ricevere Democratica sulla tua email?

Iscriviti alla nostra Newsletter!

Ricevi le notizie di Democratica una volta al giorno direttamente nella tua email.

Vedi anche

Altri articoli