L’allarme di Cacciari sul dissolvimento della sinistra

Focus

Le mosse del Pd non guardando al passato ma per costruire un’alternativa a Salvini

Caro Calenda, ho votato il tuo documento perché ritengo che l’unica possibilità per realizzare gli Stati Uniti d’Europa sia la nascita, nei paesi fondatori, di governi progressisti fatti da popolari veri, socialisti, liberaldemocratici e verdi senza paturnie. Ma vergognarsi di aver chiesto voti per il Pd per le nostre beghe interne non ha alcun senso. Fare la zitella contegnosa, e quindi il primo della classe, acuisce, purtroppo, questi nostri imperdonabili difetti e la stupidità dei partecipanti alla querelle. Per favore continua il tuo lavoro di “preparatore atletico” di una coalizione progressista. La cosa importante sono i contenuti ideali del partito ed il suo programma. Gli ideali dovrebbero appartenere a tutti noi, il programma può essere discusso e poi
varato fra incazzature ed alterchi vari ma rispettato altrimenti davvero l’opinione pubblica ci considererà inconcludenti.

Caro Zingaretti, ti ho votato impegnandomi nella tua campagna elettorale nelle tre città dove lavoro Napoli, Roma, Milano con i miei amici ed i miei compagni di sempre. E ti ho votato perché come amministratore ti si può dire più che buono rispetto alla media nazionale e come storia politica, io dal Psi, tu dal Pci, ci siamo accomunati nell’ebetica gioiosa macchina da guerra di Occhetto, nell’Ulivo, poi nei Ds ed infine nel Pd. Erano motivi più che validi affinché il pensiero socialista riformista, che anche i
postcomunisti intelligenti, nel senso etimologico del termine, avevano scelto come riferimento ideale per il loro presente e futuro politico, potesse continuare a vivere nel nostro Paese. Aderendo all’evoluzione scientifica permanente e producendo un’alleanza sostanziale fra le forze liberal democratiche e cristiano democratiche, dentro il Pd stesso che nasce per questo, come del resto i Ds, ed anche al di fuori per quelli che vogliono mantenere un’identità peculiare. Gramsci contro il fascismo chiama a raccolta i democratici, e si scaglia contro lo stato savoiardo per gli omicidi di massa prodotti in danno delle moltitudini meridionali ribelli ipocritamente identificate dal potere nel brigantaggio. E quindi ti devi decidere perché le “tregue”
scadono. Ed è difficile non dare ragione ad un appassionato filosofo italiano, straordinariamente realistico, come Cacciari che dalla Gruber ha fotografato il pericolo di un dissolvimento della sinistra che è un contenitore di progresso mentre la destra è un contenitore di conservazione: basta andare su di un’enciclopedia.

Ma poiché alla destra l’opinione pubblica, per non parlare di quella storicamente popul-qualunquista, conoscendone difetti ed “immoralismi”, perdona tutto anche perché non si nasconde – basta vedere le promesse e le affermazioni di uno come Salvini, fancazzista quotidiano – alla sinistra, che si è sempre vantata di essere perfetta o quasi, non è perdonato nulla. L’ho già scritto, noi siamo come la moglie di Cesare, non ci sono consentiti errori. Cerca soluzioni alle problematiche che Damilano pone sull’Espresso di questa settimana incominciando dalla sede del partito per finire alla vicenda “lottesca”. Ed al chiarimento programmatico, ed all’inquinamento di alcune correnti para centriste – di origine gavianee, andreottiane e dorotee con noi incompatibili – nel partito e nei territori che contagiano il concetto di sinistra, liberale e libertaria, e che hanno condizionato la segreteria di Renzi. Che io personalmente
considero progressista al di là delle sue caratterialità che gli hanno impedito di fare buon uso della sua capacità di apprendimento veloce e della sua intelligenza. Io non l’ho mai votato ma non posso che applaudire il suo portare il Pd nel partito socialista europeo, i contenuti referendari ed alcune riforme.

Quindi il problema non è Renzi ma molti di quelli che salirono sul suo carro, anche in tempi diversi, che hanno oggi paura di rimanere fuori in caso di elezioni anticipate e che vogliono lapalissianamente un nuovo partito per ricominciare il loro percorso politico parlamentare. Un Renzi più maturo e più ragionevole, avendo delle qualità evidenti, eliminando provincialismi, può essere ancora utile al Pd. E può esserlo anche
fondando un nuovo partito, comunque progressista, ad una coalizione di centro sinistra, ma deve liberarsi del ruffianesimo che lo circonda che senza di lui non esisterebbe più. Gli altri sono stati, sono e saranno solo dannosi nel partito/i e sui territori. E questo vale anche per quel corpo di sinistra, o presunta tale, che volendo piantare bandierine e non vittorie ha sbagliato tutto, contribuendo pesantemente alla nostre sconfitte. Dalla Liguria ad oggi. E spero che quelli che hanno gufato, organizzati ed apertamente, contro il referendum dentro il Pd e quindi senza uscirne, per poi formare un nuovo partito ormai decaduto, e successivamente chiedere posti in Europa nelle nostre liste, siano rinsaviti comprendendo il danno di immagine fatto al Pd e quindi a loro stessi. Che i due milioni e mezzo di voti conquistati da Renzi alle
europee del 2014 rispetto a quelli delle politiche del 2013 non fossero in magna pars di sinistra era evidente ai razionali: nel 2008 prendemmo complessivamente un milione e mezzo di voti in più del 2014 perché contano i numeri assoluti, non le percentuali. E quindi vincere in piazza il referendum dopo la rottura del Patto del Nazareno era numericamente impossibile. Ma fare propaganda contro dall’interno del
Pd è stato eticamente imperdonabile, al di là dell’impostazione e dei toni “solo contro tutti” renziani. Così come non rilevare che l’ipotesi referendaria prese più voti in termini assoluti, il 40,88% del 65,47% dei votanti, dei voti del Pd alle Europee del 2014, il 40,81% del 57,22% dei votanti, non è molto intelligente. Anche perché molti voti già del Pd purtroppo andarono al “no”. Questo esame cerca solo di dimostrare che
una grande coalizione di centro sinistra, concretamente posizionata su di un programma fattibile e mediatrice fra le varie esigenze economiche elettorali, possa avere una maggioranza assoluta recuperando gli astensionisti “moderati” ed i delusi “di stampo progressista”, ed essere interlocutrice seria e credibile in Europa e risolutrice progressiva dei nostri problemi interni.

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