L’America e l’incubo dell’estrema destra che fa più morti del terrorismo

Focus

E’ stata una settimana drammatica per gli Usa. E c’è chi sostiene che i suprematisti bianchi debbano essere perseguiti come l’ISIS

La Presidenza di Barack Obama è stato un evento storico per tutti. Una barriera infranta due volte – visto che, eletto nel 2008, è stato poi confermato nel 2012 – che ha purtroppo tolto anche ogni freno ai razzisti. A partire dalla sua elezione, è letteralmente esplosa negli Stati Uniti, sia nei numeri che nella visibilità online e nelle manifestazioni in strada, la galassia di estrema destra.

In dieci anni la situazione si è aggravata a tal punto da convincere molti opinionisti e giuristi che le organizzazioni  estremiste di estrema destra, riduttivamente catalogate come alternative right e blandite da Trump ma spesso vicine o coincidenti con neonazi e neo-KKK, vadano affrontate e colpite al pari dell’ISIS. E’ una proposta quasi sconvolgente per un Paese che si sente minacciato soprattutto, o quasi esclusivamente, dal terrorismo islamico, ma è supportata da fatti e numeri, che si possono e si devono interpretare, ma non si possono ignorare.

Non a caso fatti e numeri sono i principali nemici di chi vuole governare fondando il proprio consenso su odio e paura. Alcuni dati sono stati messi in fila uno dopo l’altro da Janet Reitman sul New York Times Magazine, in un lunghissimo editoriale che ha portato tante reazioni ed acceso il dibattito a pochi giorni dalle elezioni di mid-term, in cui – secondo i sondaggi – i Repubblicani perderanno la maggioranza alla Camera e la manterranno al Senato.

E’ stata una settimana drammatica per gli Stati Uniti.

Oltre una decina di critici ed avversari di Trump, da politici a giornalisti ed attori (da Biden alla Clinton, da De Niro sino alla stessa sede della CNN) hanno ricevuto pacchi bomba, e l’uomo arrestato una settimana fa, “unico sospettato” per usare le parole degli inquirenti, non solo era registrato come elettore repubblicano ma aveva pure il furgoncino tappezzato di fotografie dell’attuale Presidente. Pochi giorni dopo, in Kentucky, un uomo – dopo avere fallito l’irruzione in una Chiesa frequentata da neri vicino a Louisville – è entrato in un negozio ed ha ucciso due anziani afroamericani. Si è arreso al grido “i bianchi non uccidono altri bianchi”. Anche lui era un portatore vivente di odio sui social.

Terzo episodio, ancora più grave per il numero di vittime causato, il più sanguinoso diretto alla comunità ebraica nella storia americana: 11 vittime e numerosi altri feriti, tra i quali diversi poliziotti, nell’assalto di Robert Gregory Bowers alla Tree of Life Sinagogue a Pittsburgh. Il terrorista era attivo nel postare commenti antisemiti sui social, e poco prima dell’attacco aveva scritto su Gab, un social molto popolare tra gli estremisti di destra: “La HIAS (Hebrew Immigrant Aid Society) ci porta gli invasori che ammazzano il nostro popolo. Non posso restare seduto e vedere il mio popolo massacrato. Io vado”.

Un’escalation drammatica e progressiva.

Sempre Reitman ricorda alcuni numeri: secondo l’Anti-Defamation League’s Center on Extremism il 71% dei morti su suolo americano dovuti a attentati e violenze estremiste nel decennio 2008-2017 si deve all’estrema destra ed ai suprematisti bianchi. Gli estremisti di destra hanno causato 4 volte più vittime sul suolo americano negli ultimi dieci anni rispetto agli estremisti musulmani dal dopo 11 settembre ad oggi.

Per citare le parole di P.W. Singer, “Senior Fellow” del New America Think Tank. “si comportano con la stessa tattica dell’ISIS ma nessuno ne parla perché sono estremisti di destra”. E’ sempre più diffusa la convinzione che non vi sia sufficiente energia nel combattere terroristi che stanno intensificando le proprie azioni, e sale esponenzialmente il rischio di “lupi solitari” che leggano parole di odio su internet e decidano di attivarsi personalmente.

Questo è ciò che è avvenuto per tanti militanti jihadisti, che si sono radicalizzati in rete.

Serve però la volontà politica: cosa succederebbe se si affrontassero i terroristi dell’estrema destra come fossero militanti dell’ISIS? Lo riassume bene la nota rivista Foreign Affairs: innanzitutto, verrebbero assegnate molte più risorse, e molti più agenti, per combatterli. Le banche chiuderebbero ogni canale di finanziamento. Chi appartiene alle diverse organizzazioni della galassia dell’estrema destra avrebbe il dovere di segnalare alle autorità tutti coloro che – anche soltanto con una frase – possano essere sospettati di dare vita ad azioni terroristiche.

E soprattutto verrebbe tolto ossigeno anche a tutti quei gruppi come il Texas Minutemen che nei giorni scorsi, spronato dalle frasi razziste di Trump, ha detto di volere andare sul confine messicano con fucili e droni ad aiutare le forze dell’ordine per respingere i migranti in arrivo. L’idea di passare il resto della vita in una prigione di massima sicurezza, 23 ore su 24 in una piccola cella, in compagnia – si fa per dire – solo di altri terroristi, potrebbe essere un eccellente dissuasivo anche per il più violento di questi.

Vuoi ricevere Democratica sulla tua email?

Iscriviti alla nostra Newsletter!

Ricevi le notizie di Democratica una volta al giorno direttamente nella tua email.

Vedi anche

Altri articoli