Landini, che fai, fiancheggi?

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C’è già Di Maio a elogiare Di Maio: di un sindacato fiancheggiatore non c’è mai stato bisogno, meno che mai di questo governo

La battaglia congressuale della Cgil è in corso con il rituale passo felpato: e per il peso che ha questa grande organizzazione, bisognerà prima o poi accendere qualche riflettore. Maurizio Landini è in corsa per prendere il posto di Susanna Camusso. È stato nei mesi scorsi più appartato proprio in ossequio alla riservatezza che connota il dibattito interno al sindacato di corso d’Italia. Ma in queste ore è riapparso.

Vorremmo fin d’ora chiedergli se davvero la “sua” Cgil sarebbe pronta ad alimentare il populismo del M5s difendendone, anzi esaltandone, il capo. “Di Maio ci ha aiutato. Calenda? Ha fatto il sindacalista…”, ha detto infatti Landini sull’Ilva.

Mentre sarebbe bastato un minimo di onestà intellettuale per riconoscere il gran lavoro dell’ex ministro e una condotta piuttosto pasticciona di quello attuale. C’è già Di Maio a elogiare Di Maio: di un sindacato fiancheggiatore non c’è mai stato bisogno, meno che mai di questo governo.

(P.S. Caro Landini, non vogliamo credere che sei scappato in tv davanti a Calenda. Sarebbe indecoroso. Ci puoi chiarire che è successo?)

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