Lanzalone e quella costosissima “consulenza gratuita” per il Comune di Roma

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In una lettera firmata da Virginia Raggi si parla di collaborazione a costo zero, ma dalle carte e dalle intercettazioni emerge che l’avvocato avrebbe ricevuto più di un “premio”

Tra i documenti allegati all’inchiesta sullo stadio della Roma c’è anche una lettera datata 8 marzo 2017 e sottoscritta da Virginia Raggi. Secondo quanto riportato da Repubblica, si tratta di una lettera che riguarda la collaborazione di Luca Lanzalone con il Comune di Roma: una lettera che sta creando non pochi imbarazzi all’interno del Movimento oltre a far emergere le prime importanti responsabilità politiche della sindaca di Roma nella vicenda.

Nella lettera si parla dell’incarico di colui che è stato definito dall’imprenditore Luca Parnasi Mr Wolf e da Repubblica “il consulente gratuito più costoso di Roma”. Arrivato nella Capitale da Livorno, Lanzalone ha offerto la propria “professionalità a titolo gratuito”.

Un incarico autonomo e a costo zero ma poco chiaro: che compiti doveva svolgere? La sindaca, che all’epoca aveva dovuto rispondere a un’interrogazione del Pd capitolino, era stata vaga: “Lanzalone era incaricato di seguire alcune vicende – si legge su Repubblica – ‘e in particolare quella dello stadio'”.

Per quanto riguarda la formalizzazione dell’accordo, quella non c’è mai stata. Raggi infatti aveva promesso che sarebbe avvenuta attraverso l’assessore all’Urbanistica che però poco dopo si è dimesso. Ma anche quando l’assessore è cambiato, non è stato più sottoscritto alcun accordo.

Non solo: la collaborazione di Lanzalone successivamente è stata anche retribuita, nonostante avrebbe dovuto essere a costo zero, come dichiarava la sindaca nella lettera. I soldi all’avvocato genovese sono arrivati, si legge ancora nell’articolo di Repubblica, “con le consulenze offerte da Parnasi in cambio della sua ‘amicizia’, da una parte; e con i ‘premi al merito’ (copyright, Luigi Di Maio) della giunta grillina”. E poi c’è la presidenza di Acea che lo stesso Di Maio ha definito “un premio” per la consulenza di Lanzalone al tavolo per lo stadio. E per stessa ammissione dell’avvocato, secondo quanto emerge dalle intercettazioni.

Ma non si tratta dell’unico “premio” all’uomo di fiducia del Movimento Cinque Stelle che a quanto pare era pronto a mettere le mani anche su Atac. Secondo Repubblica “entrando dalla porta di servizio di una ‘consulenza a titolo gratuito’ Lanzalone è riuscito a prendere in mano l’intero Comune di Roma. Lo dimostrano i pezzi della chat privata della Raggi pubblicati ieri dal Messaggero e agli atti di un’altra inchiesta, nella quale si legge che ‘i dossier caldi devono passare da Lanzalone'”.

Una delle prove è una conversazione di Lanzalone con un suo collaboratore riportata da Repubblica:

“Se io e Sonsogni (un altro avvocato del suo studio, ndr) ci fermassimo su una serie di cose a loro gli si arena tutto (…) Sette o otto questioni che direttamente o indirettamente sto gestendo io… multiservizi cose… idem, se no muoiono!”

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