Sul metodo Lanzalone Di Maio e Bonafede non hanno niente da dire?

Focus
Luca Lanzalone con Luidi Di Maio

A Livorno il modus operandi ricorda quello messo in scena a Roma

Il ‘metodo Lanzalone’ era un sistema collaudato. Non solo a Roma, dove la Procura ha arrestato l’ex presidente di Acea insieme ad altre 8 persone: un anno prima lo stesso film veniva messo in scena a Livorno. E’ questo lo scoop che ha raccontato Annalisa Cuzzocrea su Repubblica.

Lo schema è sempre lo stesso: arrivare a titolo gratuito, risolvere problemi complessi che le amministrazioni non sono in grado di gestire e ottenere consulenze ben retribuite per i servizi resi. A Livorno il modus operandi ricorda terribilmente quello messo in scena nella Capitale, solo che è successo prima.

I fatti

Nel gennaio 2016, secondo un verbale del collegio dei sindaci di Aamps, la società partecipata dei rifiuti della città toscana, il sindaco pentastellato Filippo Nogarin revoca il cda dell’azienda con un atto scritto dai suoi uffici insieme all’avvocato Luca Lanzalone che lo rappresenta. Quindici giorni dopo lo stesso Lanzalone, pur non avendo nessun incarico ufficiale, presiede una nuova assemblea dei soci e insedia un nuovo cda. A questo punto arriva il tornaconto: dal nuovo organo ottiene tre consulenze legali per il concordato Aamps, ovviamente tutte retribuite. La prima di 90mila euro, la seconda di 7mila euro e la terza di 34.500 euro, per un totale di 131.500 euro.

Ad aprile 2016 la Guardia di finanza decide di vederci chiaro e sequestra il computer del sindaco e dell’ex assessore Lemmetti: ad entrambi viene contestato l’abuso di ufficio proprio per quelle consulenze e per la revoca e la nomina del nuovo cda. Non è la sola indagine in corso nei confronti di Nogarin e Lemmetti, c’è anche un gara d’appalto ‘sospetta’ che riguarda il concordato della società portuale di cui lo studio di Lanzalone si voleva occupare ma a cui poi rinunciò.

Ma come arriva Lanzalone a Roma?

Secondo Cuzzocrea il legame sarebbe Fabio Serini che il tribunale fallimentare di Livorno aveva scelto come commissario giudiziale di Aamps. Serini, un anno dopo arriva a Roma e viene scelto dalla sindaca Raggi come commissario di Ipa, l’istituto di previdenza dei dipendenti comunali. In questa veste affida subito una consulenza legale allo studio di Lanzalone. Ma non solo. Anche se non è chiaro se Mr Wolf fosse stato raccomandato al sindaco di Livorno dai vertici del Movimento 5 Stelle, quello che si sa è che Lugi Di Maio, Alfonso Bonafede e Riccardo Fraccaro trovarono il lavoro svolto nel capoluogo toscano “ottimo” e per questo lo consigliarono a Virginia Raggi. Il suo compito era quello di  redimere la questione dello stadio della Roma, sempre a titolo gratuito. Poi però, anche in questo caso, fu ripagato del lavoro svolto con la nomina a capo di Acea.

Repubblica ricorda anche che l’ex assessore ai rifiuti di Roma Muraro raccontò in un’intervista come nella nomina del direttore di Ama fu di fondamentale importanza il ruolo di Casaleggio che mandò Lanzalone, in pieno agosto, “ad un a riunione con una lista di candidati”. Un film già visto. Il Ministro del Lavoro e quello della Giustizia non hanno niente da dire a riguardo?

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