Lanzalone, il “Mr. Wolf” che inguaia il Movimento cinque stelle

Focus

Al “facilitatore” il potere di vita o di more sui progetti di Roma Capitale. E intanto Virginia Raggi viene di nuovo convocata dalla Procura di Roma

“Dobbiamo sicuramente scegliere nel modo migliore, ma è un problema che il Paese deve riuscire a risolvere sempre di più”. Sono queste le parole scelte da Roberto Fico per commentare la vicenda di Luca Lanzalone, il superconsulente a cinque stelle, premiato con la presidenza di Acea per i servizi resi al movimento – secondo quanto riferito dallo stesso Luigi Di Maio -, e rimasto travolto dallo scandalo sullo stadio della Roma.

Dunque per il presidente della Camera quello di Lanzalone, attualmente agli arresti domiciliari per il suo ruolo di “mediatore” borderline nell’affaire stadio, è un problema che riguarderebbe “il Paese” e non M5S e, in particolare, i metodi con cui sceglie i propri rappresentanti un partito che sulla parola “onestà” ha (finora) costruito la propria fortuna.
Tentativi, forse, di sviare con una scrollata di spalle l’attenzione da una vicenda che, ogni giorno di più, porta stampato il segno di una responsabilità politica che dalla sindaca Virginia Raggi arriva fino ai massimi livelli del movimento grillino.

Dalle ultime carte fuoriuscite dall’inchiesta emerge infatti con sempre maggiore chiarezza il ruolo centrale che nelle gestione dei dossier più scottanti riguardanti la Capitale – non solo lo stadio, ma anche partite riguardanti i trasporti, l’ambiente e importanti opere pubbliche -, hanno avuto non solo l’avvocato genovese, ma anche gli attuali ministri Alfonso Bonafede e Riccardo Fraccaro, chiamati a fare da cordone sanitario alla sindaca dopo la vicenda Marra.

“Mandate subito il materiale a Lanzalone”, oppure “chiediamo aiuto a Fraccaro e Bonafede”: questo il tono dei messaggi intercettati nella chat grillina del Campidoglio, pubblicati da Il Messaggero, con una consigliera comunale che a proposito del nuovo statuto del Comune si chiede: “Perché non è stata Virginia a presentarlo? Me so’ ritrovata a guarda’ Fraccaro… boh”.

E sempre dalle carte dell’inchiesta emerge, sempre a proposito di Lanzalone, un’altra circostanza che imbarazza il Campidoglio: quella del contratto di consulenza che il Comune di Roma avrebbe dovuto stipulare con l’avvocato, un contratto che però non risulta essere mai stato formalizzato. A quale titolo, dunque, Lanzalone veniva consultato con potere di vita o di morte su importanti progetti riguardanti la Capitale?

L’unico documento che gira, a riguardo, è quello dello scorso marzo, firmato dalla sindaca, in cui è specificato che la collaborazione dell’avvocato sarebbe dovuta avvenire “a titolo gratuito”. Una formula che, a sentire gli stessi vertici M5S che ammettono come le nomine ai vertici delle partecipate fossero una specie di “pagamento particolare”, suona come un beffa.

Ma l’imbarazzo non finisce qui. A proposito della famigerata cena organizzata a Roma dall’associazione Rousseau la sera prima degli arresti, a cui Lanzalone era presente insieme al guru del movimento Davide Casaleggio (che ha provato a negare la circostanza), il ministro Fraccaro, intercettato dalla web tv del Fatto ha detto, colto da improvviso lapsus: “Non credo di essere stato presente, non mi sembra”.

Sulla vicenda di Lanzalone, che per i pm dell’inchiesta avrebbe dato vita ad un “sodalizio criminale” con l’imprenditore Luca Parnasi in cambio di consulenza mascherate, è intervenuto oggi anche il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone, che in un’intervista a Repubblica ha affermato: “L’elemento più allarmante è la figura del facilitatore, qui paragonata addirittura a Mr. Wolf di Pulp Fiction. Una figura ambigua che introduce un’ambiguità nel rapporto tra ente pubblico e privati”.

E intanto arriva la notizia che la sindaca di Roma Virginia Raggi è stata nuovamente convocata dalla procura di Roma per essere ascoltata nell’ambito dell’inchiesta sullo stadio della Roma. Già venerdì scorso la sindaca era stata sentita come persona informata dei fatti, per chiarire il ruolo avuto da Luca Lanzalone nella mediazione che ha portato al nuovo progetto dell’impianto.

Vedi anche

Altri articoli