L’aria che respiriamo ci sta uccidendo. Serve una cura shock, subito

Focus

Il tema dei danni provocati dallo smog non riesce a entrare con la giusta prepotenza nel dibattito pubblico italiano, molto concentrato sui malanni della politica e poco attento alle malattie che uccidono le persone

Casalpusterlengo, abbiamo un problema. Non ce ne vogliano i cittadini del ridente centro della bassa lombarda, ma il gioco di parole ci sia concesso per fotografare una realtà che fa paura. E’ quella della qualità dell’aria in Italia, in particolare in tutta la Pianura padana. Una situazione che non può più essere considerata accettabile per un Paese civile.

I dati diffusi dall’Organizzazione mondiale della sanità, in quello che è considerato lo studio più dettagliato sull’argomento, sono agghiaccianti. Il 92% delle persone nel mondo respirano aria troppo inquinata, che danneggia irreparabilmente la loro salute. Ne conseguono milioni di morti, individui che subiscono i danni di una vita fatta a respirare solfati, nitriti, carbone, minuscoli corpuscoli che penetrano nel nostro organismo, uccidendolo. I più esposti a questo rischio sono gli anziani, i bambini, le donne in gravidanza.

inquinamento-aria-Oms-2

La mappa della qualità dell’aria nel mondo

Se guardiamo la mappa dell’inquinamento dell’aria disegnata dall’Oms, c’è da mettersi le mani nei capelli e cresce la voglia di scappare. L’Italia è il paese messo peggio in tutta l’Europa occidentale. La situazione più preoccupante è quella della Pianura padana, tutta colorata di un rosso acceso, simbolo dell’inquinamento peggiore. Lo stesso colore che in tutto il vecchio continente si vede solo nell’est Europa, tra Romania e Bulgaria e, purtroppo, nella piana di Firenze. Su Milano, il rosso si fa tendente allo scuro, lo stesso che nella mappa mondiale si può osservare sulla Cina o sull’Africa sub-sahariana.

Per il nostro Paese è il primato più triste. In Spagna, Francia, Germania e Gran Bretagna non si registra nulla di lontanamente paragonabile a quello che sta succedendo nel nostro Paese. Si calcola che solo a Torino, nei primi 45 giorni del 2017, è stato sforato il limite di pm10 (un misto-killer di polvere, fumo, microgocce di sostanze liquide denominato in gergo tecnico aerosol) per ben 31 giorni. Una cifra pazzesca (il massimo consentito è di 35 giorni all’anno) che provoca enormi rischi per la salute dei cittadini. La situazione non è difforme alla maggior parte dei centro della Pianura padana. E anche le grandi città del centro e del sud (a cominciare da Roma) se la passano solo leggermente meglio.

In questo quadro, l’intervento dell’amministrazione comunale (per esempio proprio a Torino) è stato drastico: stop a tutte le auto diesel dopo tre giorni consecutivi di superamento del limite di 100 microgrammi per metro cubo di ‘polveri sottili’ e, con le stesse condizioni di inquinamento, la chiusura della Ztl (zona a traffico limitato) per tutti i veicoli privati. Con 7 giorni consecutivi di sforamento del limite di 50 mcg, invece, scatta il blocco per diesel euro 3 ed Euro 4.

Interventi dovuti, corretti, ma tardivi e privi di un contesto generalizzato. Tanto che l’Europa ci tiene sotto osservazione da anni. E’ in arrivo, da parte della Commissione, l’invio di un parere motivato – seconda fase della procedura di infrazione Ue – all’Italia sulla qualità dell’aria, in particolare la presenza di NO2. Una mossa che riguarda metropoli come Roma, Milano, Torino, ma anche Berlino, Londra e Parigi e che è destinata a far salire la pressione sugli Stati membri “al fine di ridurre l’inquinamento” nei grandi centri urbani e “risolvere le criticità oggi esistenti al più presto”, evitando possibilmente di dover arrivare all’imposizione di multe salatissime.

Bruxelles sollecita quindi l’Italia e gli altri Paesi “ad agire per garantire una buona qualità dell’aria e salvaguardare la salute pubblica” ricordando che più di 400 mila cittadini muoiono prematuramente nell’Ue ogni anno a causa della scarsa qualità dell’aria. Milioni di persone, inoltre, soffrono di malattie cardiovascolari e respiratorie causate dall’inquinamento atmosferico. Nel 2013 il persistere di elevati livelli di NO2 ha causato quasi 70.000 morti premature in Europa: pressoché tre volte il numero dei decessi causati da incidenti stradali nello stesso anno.

La legislazione dell’Ue sulla qualità dell’aria ambiente (direttiva 2008/50/CE) stabilisce valori limite per gli inquinanti atmosferici, tra cui l’NO2; in caso avvengano superamenti, gli Stati membri sono tenuti ad adottare e attuare piani per la qualità dell’aria che stabiliscono misure adeguate a rimediarvi nel più breve tempo possibile.

Il tema dei danni provocati dallo smog non riesce a entrare con la giusta prepotenza nel dibattito pubblico italiano, molto concentrato sui malanni della politica e poco attento alle malattie che uccidono le persone. Un trend che va assolutamente invertito affinché a mettere pressione sui governi non siano solo le istituzioni europee ma i cittadini stessi. Servono misure forti, anche traumatiche, soprattutto sul capitolo trasporti (l’85% dello smog è causato dal traffico): molte meno auto, più mezzi pubblici, più biciclette, incentivi all’uso di auto, moto e bici elettriche, più soldi per car-sharing e bike-sharing. Le soluzioni ci sono, bisogna avere il coraggio di metterle in pratica. Subito.

Scrivi la tua opinione su Unità.tv

Vuoi ricevere Democratica sulla tua email?

Iscriviti alla nostra Newsletter!

Ricevi le notizie di Democratica una volta al giorno direttamente nella tua email.

Vedi anche

Altri articoli