L’assemblea di Confindustria, Boccia: “Il paese è senza slancio”

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Il presidente di Confindustria all’assemblea nazionale propone un patto governo-opposizioni

“La tendenza è chiara: il paese non riparte con lo slancio dovuto, necessario, che è alla nostra portata, che ci meritiamo”. Il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia dal palco dell’Assemblea annuale spiega che occorre  una manovra da 32 miliardi, e che”non ci saranno scelte indolori”. L’unica via “è una Ue più coesa e forte”  con cui affrontare “le sfide dell’immigrazione” che non si risolvono con “la chiusura dei porti ma nella gestione condivisa a livello europeo”.  Il messaggio lanciato dagli industriali propone “al governo e alle opposizioni di collaborare tutti insieme per “una politica economica basata su realismo e pragmatismo, guidata dalla visione”.

Boccia durante la relazione si rivolge direttamente a Conte: “Signor presidente del Consiglio, ci renda protagonisti da italiani della più grande stagione riformista europea. Il nostro Paese viene descritto come guidato da euroscettici o antieuropei. Chieda più Europa, ma migliore”. “Chieda un’Europa più forte in politica estera, più coraggiosa in politica economica, più solidale nelle politiche migratorie. Chieda un’Europa più unita”, aggiunge.

Ma chiarisce anche le responsabilità: “La bulimia di consenso immediato affidata ai social, la ricerca di una popolarità che si misura in termini di like. Il presentismo imperante è una malattia molto grave perchè impedisce di vedere oltre il finire del giorno. La superficialità si fa regola. Invece – ha aggiunto  – abbiamo bisogno di studiare, progettare, costruire. La politica deve raccogliere la sfida per il nostro futuro. Oggi, ora subito. Per gettare le fondamenta del mondo che verrà, nella consapevolezza che un progetto di vita ha bisogno di decisioni capaci di incidere a lungo e nel profondo nel corpo della società, anche se al momento possono risultare impopolari”.

Entrando nei dettagli economici della manovra Boccia illustra: “Se l’Italia volesse rispettare alla lettera le regole europee previste dal patto di stabilità e crescita dovrebbe fare una manovra strutturale per il 2020 da almeno 32 miliardi di euro: una manovra imponente con effetti recessivi” e chiede di “costruire insieme un piano triennale  credibile e ambizioso allo stesso tempo che ci permetta di trattare con i partner europei un aggiustamento graduale, serio e strutturale, affiancato a misure per sostenere la difficile fase congiunturale. Affrontiamo in modo non ideologico il nodo risorse, mettiamo il debito pubblico su un sentiero discendente e la crescita su un sentiero ascendente”.

“Possiamo evitare un autunno freddissimo per la nostra economia se costruiamo un programma serrato che faccia mutare la percezione sull’immobilità dell’Italia”. Serve “un progetto che sia un vero e proprio atto di generosità da dedicare ai ragazzi che vogliono e hanno diritto di vivere e lavorare in Italia per il futuro di tutti noi”.

Un monito a cui assistono il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, accolto al suo ingresso da un lunghissimo applauso, il premier Giuseppe Conte, i presidenti di Senato e Camera, Elisabetta Casellati e Roberto Fico. Assente invece Matteo Salvini.

“Occorre smettere di dividersi su promesse che non si possono mantenere e concentrarci tutti sulle cose da fare, che sono tante e impegnative”. E’ il richiamo del presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia che chiede alla politica di avere ”visione e coraggio” e di “riappropriarsi del suo primato, restituire sogno e visione, darsi grandi obiettivi e risorse per raggiungerli, valutando gli effetti delle decisioni e correggendo la rotta se necessario”. Questo “senza stancarsi di ricercare le soluzioni migliori perchè è di queste che i cittadini hanno bisogno”.

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