Lavoro, investimenti, crescita. Il documento Pd per l’Europa

Focus
simbolo pd europee

Punto di partenza per un programma partecipato con le forze sociali e produttive

Nell’incontro con i sindacati di ieri il segretario del Partito democratico Nicola Zingaretti ha un documento con una nuova idea di Europa. Un documento in sei punti che chiede un’Europa della sostenibilità sociale e ambientale, che guardi all’innovazione e alla crescita. E’ chiaro che per rilanciare l’occupazione servono politiche economiche più espansive imperniate su grandi investimenti comuni. E’ necessario dare vita a un vero governo economico europeo, capace di sostenere il lavoro e lo sviluppo e di correggere gli squilibri sociali e territoriali che minano la crescita e la coesione dell’Europa. Per questo non servono solo politiche migliori ma bisogna dotare l’Unione e l’eurozona di strumenti e risorse adeguati. Ma veniamo alle sei proposte contenute nel documento.

1. Un piano straordinario di investimenti per la crescita, il lavoro l’innovazione e la sostenibilità

Il primo punto affronta la questione più delicata: gli investimenti per la crescita. Sì perché i lunghi anni di crisi e il riaffacciarsi della stessa “richiedono un piano straordinario di investimenti in capitale umano, ricerca, infrastrutture, energie rinnovabili, welfare”. Per questo c’è bisogno di una sinergia tra tutti i fondi e gli organismi dell’Ue. I Paesi singolarmente non possono farcela, e solo con un piano serio che parta dall’Europa ci potrà essere una ripresa. Nel documento si individuano tre azioni. Innanzitutto la Banca Europea per gli Investimenti dovrebbe aumentare le proprie emissioni con nuovi Eurobond che verranno acquistati dalla Bce. C’è poi la questione degli investimenti connessi al piano comune europeo che devono essere scorporati dal calcolo del deficit. Quindi non un aumento del deficit generico, ma la possibilità di investire per la crescita in un quadro condiviso. Sempre su questo il documento dice che “i criteri di sostenibilità sociale e ambientale dovranno avere un ruolo prominente nel coordinamento delle politiche economiche nel quadro del semestre europeo”. C’è poi la questione debito da ridurre con “l’emissione di E-bonds da parte del Meccanismo Europeo di Stabilità con l’obiettivo di ridurre il differenziale del costo del servizio del debito tra gli Stati membri, fino ad arrivare gradualmente a una mutualizzazione di una quota del debito da utilizzare per i progetti di investimento comuni”.

2. Una funzione di stabilizzazione per l’area euro: l’indennità europea di disoccupazione

La piaga disoccupazione, con pesi diversi, è comune in tutta Europa. Quindi la proposta è quella di, come indicato dalla Commissione europea, dal Parlamento europeo e da numerose istituzioni internazionali, dotare l’area euro di una funzione di stabilizzazione comune, a partire dall’erogazione di una indennità europea di disoccupazione.

3. Finanza per la crescita

La proposta è quella di completare la riforma delle regole dei mercati finanziari per evitare crisi e costosi salvataggi pubblici e per favorire gli investimenti nell’economia reale e di lungo termine. Unitamente a questo il Pd propone di completare l’Unione bancaria attraverso l’introduzione di una garanzia europea sui depositi. “L’integrazione del sistema finanziario europeo – si legge nel documento – deve andare di pari passo con la tutela della sua diversità e con lo sviluppo del progetto della finanza sostenibile”.

4. Contro il dumping fiscale

I Paesi europei devono contrastare l’evasione, l’elusione e il dumping fiscale. Nel documento si propone di tassare i profitti delle grandi multinazionali, a partire da quelle dell’economia digitale, dove sono effettivamente realizzati e non spostati artificialmente in giurisdizioni a bassa tassazione. Molte sono le proposte per evitare queste situazione – come ad esempio la rendicontazione fiscale pubblica paese per paese – ma nel documento si indica una norma fondamentale per superare il dumping fiscale, vale a dire l’introduzione di un’aliquota minima effettiva europea del 18% sulle imprese.

5. Un’Europa sociale

Il rilancio del modello sociale europeo è uno dei punti chiave del documento dem. Molte le proposte concrete presentate per un’Europa più giusta e in cui nessuno sia lasciato indietro. Tra le tante: l’adozione di un salario minimo europeo, già proposta dal PSE, quale misura indispensabile di contrasto al fenomeno dei workingpoor; efficaci misure universali di contrasto alla povertà per coloro che non lavorano e versano in condizioni di indigenza; condizioni chiare e tutele adeguate anche per i lavoratori transfrontalieri, sia tra paesi UE che extra UE; Disincentivare le “delocalizzazioni opportunistiche” tra Paesi membri dell’Unione.

6. Per un’Europa Verde, sostenibile per le persone e per il pianeta

L’ambiente è uno dei temi cruciali per il futuro non solo dell’Europa, ma dell’intero pianeta. C’è bisogno di una transizione verso un modello di produzione e consumo che crei benessere per tutti e rispetti i limiti del nostro pianeta. Per questo il Pd nel suo documento insiste sulla necessità di “un patto per lo sviluppo sostenibile che metta al centro del prossimo quadro finanziario pluriennale la transizione ecologica e sociale e la lotta al cambiamento climatico, tenendo insieme ambiente e persone”. La sostenibilità ambientale dovrà essere il faro per tutte le politiche europee e dei singoli stati membri.

Un documento, quello del Pd, ambizioso e dettagliato. Ma soprattutto un documento ricco di proposte concrete, per migliorare l’Europa e aiutare a migliorare la vita dei cittadini europei. Senza propaganda e demagogia, perché l’Europa va cambiata in meglio e non distrutta come vorrebbero i sovranisti.

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