L’azienda fallisce? La soluzione del sindaco leghista: mandate i lavoratori in Russia

Focus

Il segretario della Cgil locale: “In tanti anni di vertenze aziendali una cosa simile non mi era mai capitata”

Una storia difficile pure da spiegare. Una storia ambientata nel modenese, in particolare a Sassuolo, sede principale di quello che fu il glorioso distretto della ceramica in Italia. La Martinelli Ettore srl, una delle aziende che operano nel settore, è fallita. Dalla proprietà non giungono risposte, ma in compenso, come scrive la Gazzetta di Modena, arriva quella, a dir poco strampalata, del nuovo sindaco leghista di Sassuolo, Gianfrancesco Menani: i lavoratori possono essere ricollocati in Russia.

Come riporta l’articolo del quotidiano locale, a segnalare la storia è la la Cgil, allarmata. Dopo 70 anni di attività, si è conclusa quindi nel peggiore dei modi la vicenda della Martinelli, che lascia 54 persone alle prese con il fallimento della società formalizzato proprio oggi dalla cancelleria in tribunale a Modena.

Il sindacato parla di “vicenda che è degenerata nell’arco di poco più di tre mesi, tanto è passato tra la sottoscrizione dell’ammortizzatore sociale che evitava i licenziamenti, accordo che sarebbe scaduto nel marzo 2020, ed il fallimento”. La Cgil cita dunque il sindaco, “il quale, incredibilmente, all’incontro con la Regione Emilia-Romagna è stato in grado di chiedere alla proprietà di valutare la ricollocazione dei lavoratori presso una società del gruppo sita in Russia”, punge il sindacato.

“In tanti anni di vertenze aziendali una cosa simile non mi era mai capitata – commenta alla Gazzetta di Modena il segretario generale della Fiom modenese, Cesare Pizzolla – Ci vuole coraggio a dire a lavoratori che da una vita prendono 1.200-1.500 euro al mese, e fanno fatica ad arrivare con la famiglia a fine mese, che si potrebbero trasferire in Russia“.

Critiche e incredulità arrivano anche dal Pd, che con il responsabile Imprese della sehreteria nazionale, Pietro Bussolati, rinbacara la dose: “Prima gli italiani? Sì, ma vadano a lavorare in Russia. La proposta del sindaco leghista di Sassuolo è la prova che il tanto sbandierato sovranismo del Carroccio è servito il tempo di un paio di campagne elettorali. Salvini ha qualcosa da dire oppure è un altro modo per consolidare i rapporti della Lega con la Russia?“.   E aggiunge: “Le crisi aziendali sono cosa seria, invece di prodursi in ipotesi suggestive affrontino seriamente il destino dei lavoratori di Sassuolo e delle centinaia di siti produttivi in crisi in tutta Italia”.

Il sindaco replica: “Ho detto che si poteva cercare, come soluzione estrema, di chiedere ai dipendenti disoccupati se qualcuno voleva andare a lavorare in Russia. Che c’è di male? Non c’era nulla di provocatorio, di polemico. I sindacati e tutti noi dobbiamo prendere atto che il mercato del lavoro è cambiato. E anche lavorare in Russia, in tempi in cui occorre portare a casa la pagnotta, può essere una soluzione temporanea”.

Intanto, per ora l’unica proposta concreta è rimasta quella della stessa Regione, che ha messo sul tavolo la possibilità di definire accordi per azioni di politica attiva a favore dei 22 lavoratori della Martinelli ancora in forza, attraverso, spiega il sindacato, «un percorso di orientamento e formazione durante un possibile periodo di cassa integrazione per cessazione di attività da definire col curatore fallimentare»

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