Swg, nel Lazio Zingaretti ha “rubato” più di 100mila voti al M5s

Focus

Dall’analisi dei flussi elettorali emerge un’emorragia di voto grillino: 117mila preferenze passano da M5S al presidente riconfermato

Decantato il voto di domenica scorsa, un appuntamento che ha cambiato i connotati della geografia politica del Paese, cominciano a fioccare le analisi sul comportamento degli elettori nelle urne, le cui scelte nei prossimi giorni verranno messe sotto i raggi X da parte dei vari istituti statistici.

L’analisi dei flussi nel Lazio

Tra questi SWG ha appena pubblicato lo “Speciale sui flussi di voto alle elezioni regionali del Lazio”, un caso particolarmente interessante da analizzare alla luce della vittoria, per nulla scontata, del centrosinistra guidato dal presidente uscente Nicola Zingaretti.

La peculiarità del sistema di voto regionale poi, dove è consentito il cosiddetto “voto disgiunto”, la possibilità cioè di votare per un candidato presidente e non necessariamente per una lista a lui collegata, fa dello spaccato sul Lazio una finestra su quanto e come è cambiato il comportamento degli elettori tra le elezioni regionali e quelle politiche .

Dove ha “pescato” Zingaretti

Il primo dato che emerge scorrendo l’analisi di SWG è l’emorragia che ha interessato il Movimento 5 stelle, che ha “lasciato” a Zingaretti circa 117.000 voti, quasi il 10% delle preferenze raccolte dai grillini alla Camera, dove si sono attestati sulla media del 33,12% delle preferenze contro il 22,21% delle regionali.

Quanto agli altri partiti, il presidente fresco di riconferma ha “rubato”il 5% alla Lega di Salvini e a Fratelli d’Italia e il 3,5% a Forza Italia.

Terzo e ultimo dato proposto da Swg, quello sulla fedeltà degli elettori agli schieramenti, sempre rispetto al dato delle politiche. Qui, come era prevedibile, l’elettorato più “fedele “ risulta essere quello del centrosinistra, con l’83% di chi ha votato alla Camera la coalizione guidata dal Pd che ha confermato il suo voto in Regione per Nicola Zingaretti.

In un quadro imprevedibile come quello attuale difficile trarre conclusioni, ma è ragionevole ipotizzare che nel caso di Zingaretti, con tutta probabilità, sia riuscita l’impresa di saldare i risultati di cinque anni di buon governo con la percezione che di questi si è avuta. Una circostanza che, è di tutta evidenza, non si è ripetuta a livello nazionale.

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