Le dieci cose che non faremo con l’Italia fuori dai Mondiali

Focus

Una top ten del rimpianto che da qui al 2018 potrebbe allungarsi a dismisura

L’Italia per la prima volta dopo 60 anni non accede alla fase finale dei Mondiali.
Ecco le dieci cose che non faremo, o a cui rinunceremo, con la Nazionale fuori da ‘Russia 2018’.  Una top ten del rimpianto che non avremmo mai voluto compilare:

1. Scappare alle 4 dall’ufficio perché “c’è la partita”, ritrovarsi in strada con tutti che corrono manco ci fosse il diluvio, fare slalom impensabili col motorino e finalmente fermarsi lì davanti alla Tv, con l’inno che parte;

2. Sospendere ogni attività e riunirsi con i colleghi nella sala con la Tv perché “oh oggi giochiamo”, e il capo non solo chiude un occhio ma lui, o lei, è lì in mezzo a fare il tifo più sfegatato di tutti;

3. Organizzarsi con gli amici per “vederla insieme”, e con l’occasione risentire anche chi non si vede da un po’. E poi grigliate, vino e commenti sulle scelte tattiche del ct, sempre sbagliate ovvio;

4. Approfittare delle promozioni ‘mondiali’ per comprare finalmente il televisore nuovo, o di quelle dei supermercati del “ti-rimborsiamo-il-100%- se- l’Italia-vince-il-titolo”.

5. Parlare di calcio e tattiche e formazioni con tutti, ma proprio tutti, dal barista alla zia che vede una partita giusto una volta ogni quattro anni;

6. Scendere in piazza, in una bella sera d’estate, per vedere la partita sul maxischermo.

7. Ritrovarsi i giocatori titolari negli spot tv di ogni bibita, rasoio, merendina, con la recitazione improbabile macchisenefrega, quello è Buffon;

8. Le battute su maglie, taglio dei capelli, cognomi degli ‘altri’, perché c’è poco da fare, gioca male o gioca bene l’Italia è la più figa;

9. Ripescare dal fondo del cassetto la bandiera tricolore per metterla alla finestra o semplicemente lì, a fare da centrino sul televisore;

10. Comprare l’album delle figurine Panini per trovarci l’Italia.

E la lista potrebbe continuare. Ma da qui al 2018, quando il fischio d’inizio segnerà l’inizio dei Mondiali di calcio, a milioni di italiani ogni giorno, con tutta probabilità, ne verrà in mente un’altra, mille altre.

 

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