Le sfide dei progressisti

Focus

Nella cornice suggestiva della Montreal di Justin Trudeau si è tenuto lo scorso weekend il summit internazionale Global Progress

Nella cornice suggestiva della Montreal di Justin Trudeau si è tenuto lo scorso weekend il summit internazionale Global Progress, il network che unisce i progressisti mondiali animato e promosso dai principali think-tank democratici e liberali su base transatlantica: Canada 2020, Volta, Center for American Progress e Policy Network.

Dopo l’apertura dei lavori del premier canadese Trudeau e il suo benvenuto agli ospiti accorsi da tutto il mondo, i delegati hanno potuto discutere e affrontare i temi e le sfide cruciali per i progressisti globali. Un dialogo aperto e libero tra policy-maker, imprenditori e innovatori, accademici ed esponenti del mondo dei media. Con l’ambizioso obiettivo di individuare ricette condivise e politiche comuni affrontando insieme le complesse problematiche di questo tempo. Perchè le risposte possono vincere la paura e la forza dell’odio. Perché occorre spingere al massimo sui lavori e le strategie del futuro.

Dalla terza via di Blair e Clinton (testimoniata dai keynote speech dei padri nobili Peter Mandelson e John Podesta) a una terza via 4.0 che veda protagonisti le leadership di Renzi, Trudeau, Macron e le nuove leve dei democratici americani. Molteplici i dibattiti e le sessioni di approfondimento su vari temi: la sfida tra populisti e progressisti, gli snodi cruciali dell’economia al bivio tra diseguaglianze sociali e impatto del digitale, il futuro del lavoro nell’era dell’intelligenza artificiale, la globalizzazione e l’impegno per un nuovo ‘New Deal’ globale, i cambiamenti climatici e molto altro.

Folta la delegazione italiana guidata da Maria Elena Boschi che, nel panel con David Miliband, ha raccontato della stagione di successi e della forza riformatrice del governo dei 1000 giorni di Matteo Renzi e dell’impegno di questi mesi a Palazzo Chigi di Paolo Gentiloni per continuare con saggezza e determinazione l’opera ben avviata. Diego Piacentini ha dialogato invece con i suoi omologhi del Nordamerica circa lo sforzo necessario per implementare un’agenda digitale in Italia e in Europa. E poi Sandro Gozi con Helle Thorning-Schmidt, già premier danese e ora a capo di Save The Children, ha affrontato il tema della difesa dell’ordine internazionale e della governance europea, con le sue contraddizioni sulle politiche migratorie e le opportunità di cambiamento. E poi interventi di personaggi del calibro di: Arianna Huffington, Reid Hoffman (fondatore di Linkedin), Ben Rattray (fondatore e Presidente di Change.org), Wael Ghonim (attivista per i diritti umani egiziano), Frans Timmermans, Neera Tanden (Presidente del Center for American Progress), Brendon Cox (marito della compianta Jo Cox e molti altri. Cruciale il ruolo del think-tank italiano Volta guidato da Giuliano da Empoli, che promuoverà presto il nuovo summit di Global Progress, in collaborazione con i partner internazionali in Italia in vista dell’imminente sfida elettorale. Stay tuned.

Vuoi ricevere Democratica sulla tua email?

Iscriviti alla nostra Newsletter!

Ricevi le notizie di Democratica una volta al giorno direttamente nella tua email.

Vedi anche

Altri articoli