L’idea fissa della Lega: cacciare Mattarella

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Salvini gliel’ha giurata: dopo l’auspicata vittoria un nuovo “caso Savona”

I leghisti gliel’hanno giurata. Dopo le prossime le elezioni, Sergio Mattarella dovrà andarsene. Sarebbe il principale effetto collaterale della vittoria leghista. Non lo dicono così apertamente ma nemmeno lo negano, gli uomini di Salvini. Anzi.

Ieri sera a Linea notte il senatore Stefano Candiani, su mia precisa richiesta, ha spiegato che “dopo la nostra vittoria rimetteremo Paolo Savona nella lista dei ministri e a quel punto un altro Presidente della Repubblica dovrà approvarlo”. Candiani è uno degli esponenti più ruspanti del Carroccio ed è uno che parla più esplicitamente di altri che già sembrano politici paludatissimi – modello Giorgetti, per intenderci. “Un altro Presidente”. Chiaro.

Il Savona-bis potrebbe dunque essere il nuovo casus belli, ma se non sarà questo sarà un altro. Salvini non ha seguito Di Maio nella sua improvvida crociata per l’impeachment, comprendendo che l’accusa di “alto tradimento” o quella di “attentato alla Costituzione” non sono neppure lontanamente proponibili, e che, in sostanza, si è trattato di una specie di protesta o, come abbiamo scritto noi, di un crollo nervoso.

Ma resta il punto di fondo. E cioè che ormai fra i gialloverdi e Sergio Mattarella si è aperto uno scontro durissimo, destinato a reggere nel tempo. La Lega fa la faccia feroce di chi non dimentica quello che considerano “uno sgarbo”, la bocciatura di Savona. Ma a differenza del giovane Di Maio, ha intenzione di farlo nelle urne, l'”impeachment”. Di chiedere un voto – seppure non esplicitamente – che torni utile per cacciare il Capo dello Stato dal Quirinale. A questo siamo arrivati. Vanno fermati.

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