Fondi russi alla Lega, indaga la procura. Ora Salvini spieghi

Focus

Un’indagine che vuole vederci chiaro su quei rapporti, per nulla chiari, tra i rappresentanti leghisti e alcuni mediatori russi

Quelli che per alcuni sono solo “pettegolezzi giornalistici” – vedi la presidente del Senato Casellati – nella realtà sembrano essere molto di più. Almeno per la Procura di Milano che ha aperto un’inchiesta con l’ipotesi di corruzione internazionale sulla presunta trattativa per finanziare la Lega con soldi russi.

Un’indagine che vuole vederci chiaro su quei rapporti, per nulla chiari, tra i rappresentanti leghisti e alcuni mediatori russi. Saranno il procuratore aggiunto Fabio De Pasquale e i pm Sergio Spadaro e Gaetano Ruta del dipartimento “reati economici transnazionali” a condurre le indagini, avviate dopo la pubblicazione di una ricostruzione giornalistica sul settimanale L’Espresso nel febbraio scorso. Gli ampi stralci diffusi dal sito americano Buzzfedd hanno confermato che alcuni rapporti ci sono stati.

Sarà compito della magistratura stabilire cosa è successo dopo questi contatti e, soprattutto, capire a che ‘livello’ sono arrivati, sia da parte italiana che da parte russa. Il leader leghista continua ad affermare che non ha “mai preso un rublo, un euro, un dollaro o un litro di vodka di finanziamento dalla Russia”. Ma questo non basta, dovrà chiarire la sua posizione e dimostrare la sua estraneità.

Una vicenda che deve far alzare le antenne e, anche se fosse dimostrata la totale estraneità di Matteo Salvini, dimostra come l’attenzione sui finanziamenti ai partiti, specialmente adesso che è stato abolito il finanziamento pubblico, debba essere puntuale e costante. Il vicepremier deve spiegare i suoi rapporti con Gianluca Savoini che, non dimentichiamolo, è stato suo portavoce e oggi è consigliere del vicepremier per la Russia e presidente dell’associazione culturale Lombardia-Russia. Non certo un uomo di secondo piano nella nomenclatura leghista.

Ora spazio alla  magistratura, che dovrà andare a fondo in questi rapporti. E’ una questione di sicurezza nazionale, trattandosi di una vicenda che potrebbe aver inciso nella regolarità delle elezioni, quelle europee su tutte. Il punto che sembra centrale nella questione è il rapporto tra la Russia e alcuni partiti sovranisti europei (Lega e Rassemblement National di Marine Le Pen su tutti).

Ecco, al di la del finanziamento, che è probabile non vi sia stato, bisognerà indagare seriamente sui rapporti del partito di Salvini con la Russia. Intanto, in casa nostra, l’inchiesta ha incrinato ulteriormente i rapporti tra leghisti e gli alleati di governo del M5s, che hanno fatto filtrare la loro “preoccupazione” per la vicenda, chiedendo “trasparenza”. Trasparenza che, naturalmente, chiedono a gran voce anche dal Pd. Oggi, infatti, i capigruppo Marcucci e Delrio hanno chiesto ai presidenti delle camere di istituire una commissione d’inchiesta proprio su questo tema.

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