Lo scandalo del silenzio

Focus

Chi ieri gridava “Roma ladrona!”, oggi viene rincorso per restituire 49 milioni di euro arraffati agli italiani. E anziché chiedere scusa fanno le vittime

Salvini si scandalizza perché i giudici hanno sequestrato i conti e i soldi della Lega? Centemero soffia sulla magistratura dichiarazioni inquietanti? Non si tratta affatto di uno scandalo. Lo scandalo, semmai, è il silenzio su quanto avvenuto. Lo scandalo è non restituire i soldi.

La vicenda è nota. Il 12 aprile scorso la Cassazione ha accolto il ricorso presentato dalla Procura della Repubblica di Genova in merito ai 48 milioni 969 mila euro di cui il Tribunale di Genova aveva ordinato la confisca quando, nel settembre 2017, Umberto Bossi, il tesoriere della Lega Nord Francesco Belsito e gli ex tre revisori contabili del partito erano stati condannati per percezione fraudolenta di rimborsi elettorali.

Con la sentenza di primo grado, il Tribunale di Genova aveva condannato a 2 anni e 6 mesi di reclusione Umberto Bossi , e 4 anni e 10 mesi Francesco Belsito, con l’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni per il grave reato di truffa aggravata ai danni dello Stato.

Con la sentenza di primo grado, la Cassazione ha disposto che qualsiasi somma di denaro riferibile alla Lega Nord sia sequestrata “ovunque venga rinvenuta” – dunque su conti bancari, libretti, depositi – fino a raggiungere 49 milioni di euro.
Come ha reagito Giulio Centemero, deputato della Lega e amministratore del partito, invece di fare chiarezza? Lanciando sordide intimidazioni: “Forse l’efficacia dell’azione di governo della Lega dà fastidio a qualcuno, ma non ci fermeranno certo così”, ha commentato.

Il bisogno di far chiarezza aumenta davanti alle parole pronunciate a suo tempo da Francesco Belsito, quando si trattò di commentare la sentenza del Tribunale di Genova: “Avevo rapporti con tutti i maggiori dirigenti del Carroccio quando ero tesoriere, anche quelli che fanno finta di non avermi mai incontrato. Certo anche con Matteo Salvini”. Dunque, anche se il primo ministro ostenta indifferenza, secondo Belsito Salvini è tutt’altro che estraneo alla faccenda.

Si tratta dunque non solo di consentire alla magistratura di eseguire il sequestro che anche la Cassazione ritiene legittimo. Ma anche di impedire che i deputati della maggioranza e del governo la intimidiscano ostacolando il corso della giustizia. Le avvisaglie in questo senso, come abbiamo visto, non mancano.

Per cui abbiamo presentato un’interrogazione ai Ministri per i rapporti con il Parlamento e della Giustizia, Fraccaro e Bonafede, perché nessuno interferisca nell’estremo tentativo dei giudici di salvare il salvabile. Di provare, cioè, a mettere al sicuro e recuperare almeno una parte di quei soldi dei cittadini italiani indebitamente percepiti e distratti dalla Lega; soldi frutto di rimborsi pubblici per attività politiche mai fatte.

Sembra di essere in un film comico e grottesco. Chi ieri gridava “Roma ladrona!”, oggi viene rincorso per restituire 49 milioni di euro arraffati agli italiani. E quelle stesse persone, anziché chiedere scusa e restituire il maltolto, si permettono persino di recitare la parte della vittima.

I giudici non fanno che il loro lavoro. Lo scandalo sarebbe grosso se non dovessero ricorrere, in Italia e all’estero, i truffatori e i soldi spariti.

Certo che se poi si scoprisse che i soldi si sono rimaterializzati in qualche stato off-shore su ordine di qualcuno, non solo lo scandalo sarebbe più grande: saremmo davanti anche a reati più gravi come il ricicalggio o l’auto-riciclaggio

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