Vaccini, la Lega gioca sulla salute degli italiani. E la destra si ri-spacca

Focus

Anche grazie alla legge i numeri dei vaccinati è risalito, ma i casi di morti di morbillo ci sono ancora e il pericolo epidemie non si può considerare rientrato. Perché il Carroccio insiste su questo tema?

L’ennesima spaccatura tra Forza Italia e Lega: dopo la legge Fornero, Lombardia (anche se su questo poi hanno trovato l’accordo), Niger, l’Europa e l’euro, ora i due partiti si fanno la guerra anche sui vaccini. Pochi minuti dopo il tweet di Salvini che promette di cancellare la legge Lorenzin sull’obbligatorietà dei vaccini, Forza Italia si dissocia.

A stoppare il leader del Carroccio questa volta è Paolo Romani, presidente dei senatori di Forza Italia che alla domanda se sia possibile inserire l’abolizione dell’obbligo vaccinale nel programma del centrodestra risponde: “Non penso proprio. Io sono favorevole all’obbligo, noi abbiamo votato convintamente” il decreto.

La strategia della Lega è effettivamente troppo rischiosa: solo nel 2017 ci sono stati oltre 5mila casi e quattro morti di morbillo, tra i quali tre bambini (uno di loro era leucemico). Evidentemente non sono sufficienti questi numeri per Salvini che in questa campagna elettorale promette di cancellare tutto, dalla legge Fornero all’obbligo vaccinale per i bambini.

Eppure questi ultimi anni sono stati complessi. Il 2015 era iniziato con la morte di una bambina di 28 giorni che ovviamente non poteva essere vaccinata e che aveva contratto la pertosse da un bambino più grande di lei, non vaccinato. Quella notizia da sola avrebbe dovuto essere sufficiente a convincere l’opinione pubblica sulla necessità di una copertura vaccinale. Soprattutto perché da questa notizia emergeva tutta l’importanza dell’immunità di gregge, cioè del fatto che se tutti sono vaccinati anche le persone che non possono essere vaccinate (come neonati o persone con particolari malattie) sono protette.

In Italia la percentuale di persone vaccinate era scesa al di sotto della soglia di sicurezza indicata dall’Organizzazione mondiale della sanità, il 95%, e l’Emilia-Romagna aveva fatto da apripista – non senza polemiche e manifestazioni degli antivax – alla legge sull’obbligo di vaccini legato all’iscrizione dei bambini a scuola (legge che ha funzionato nella regione).

Anche il decreto vaccini non ha avuto un iter facile, attaccato da chi voleva usare il tema in maniera strumentale per aumentare i propri consensi. Prima fra tutte la Lega che già con il governatore del Veneto Luca Zaia aveva portato avanti una battaglia impugnando la legge e il decreto vaccini di fronte alla Corte costituzionale e al Consiglio di Stato. Battaglia persa in entrambi i casi.

La costante campagna di informazione legata al tema dei vaccini ha avuto la meglio. Secondo un sondaggio uscito a settembre, gli italiani hanno cambiato e di molto la loro opinione sui vaccini, tanto che a settembre la percentuale di quanti ritengono che tutte le vaccinazioni dovrebbero essere obbligatorie è cresciuta di 24 punti, arrivando al 47%. Un successo per tanti, anche per il medico Roberto Burioni, famoso soprattutto sui social per la sua campagna a favore dei vaccini (qui è possibile leggere una nostra intervista).

In questi anni la situazione è molto migliorata, i dati sulla copertura stanno risalendo, ma il pericolo epidemie non si può considerare rientrato, soprattutto perché il 2018 si è aperto con l’ennesima morte – questa volta di un uomo di 41 anni – causata dal morbillo.

La Lega vuole veramente portare avanti la campagna elettorale giocando sulla pelle delle persone?

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