Come funziona il germanichellum? 10 domande e 10 risposte

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Tutto ciò che c’è da sapere sul sistema elettorale approvato dalla commissione Affari Costituzionali

Il nuovo sistema elettorale, frutto dell’accordo raggiunto tra i principali partiti in commissione Affari Costituzionali, prende spunto dal sistema elettorale tedesco (motivo per il quale è già stato ribattezzato germanichellum) con alcuni accorgimenti sostanziali. La commissione lo ha licenziato e ora la parola passerà all’Aula per l’approvazione, prima di passare al Senato per il via libera definitivo previsto per i primi di luglio.

Proviamo a descriverlo attraverso 10 domande e 10 risposte che speriamo possano essere utili per capire meglio il funzionamento del sistema.

1. Come vengono eletti i 630 deputati e i 315 senatori previsti dal nostro ordinamento?

I deputati e senatori verranno eletti tramite un sistema proporzionale, eccezion fatta per i deputati e senatori di Trentino Alto-Adige per cui sono confermate le regole introdotte con il Mattarellum.

2. Qual è il rapporto tra il sistema proporzionale e quello dei collegi?

I seggi saranno assegnati proporzionalmente ai voti ottenuti dalla lista/partito. Il calcolo viene fatto a livello nazionale per la Camera e a livello regionale/circoscrizionale per il Senato. Saranno nominati eletti i vincitori dei singoli collegi uninominali, sempre che il partito/lista abbia raggiunto la soglia minima del 5%, a seguire saranno eletti – in base al risultato del partito/lista – i candidati del listino bloccato a livello circoscrizionale.

3. Esiste una soglia di sbarramento al di sotto della quale i partiti/liste non avranno rappresentanza parlamentare?

La soglia di sbarramento è del 5% (calcolata a livello nazionale) sia per la Camera che per il Senato, con l’eccezione delle liste relative alle minoranze linguistiche per le quali la soglia è al 20% nel territorio di riferimento.

4. Cosa succede se una lista supera il 5% ma nessun candidato vince la propria sfida nei collegi?

Se una lista che supera il 5% non vince nessun collegio, il primo a entrare in Parlamento sarà il meglio piazzato fra i non eletti e non i capilista dei listini bloccati.

5. Quanti sono i collegi uninominali? E quante le circoscrizioni proporzionali?

Per quanto riguarda la Camera dei Deputati, il territorio nazionale viene diviso in 28 circoscrizioni, a loro volta divise in 225 collegi uninominali, mentre al Senato le circoscrizioni corrisponderanno alle Regioni e saranno ulteriormente divise in 115 collegi uninominali. Rimangono fuori i collegi esteri (per un totale di 12 deputati e 6 senatori), il Trentino-Alto Adige e la Val D’Aosta, dove rimangono valide le regole introdotte con il Mattarellum (9 collegi uninominali all’inglese e tre di recupero proporzionale).

6. E’ possibile per un candidato presentarsi in più collegi?

Ci si potrà candidare in contemporanea solo in non più di un collegio uninominale e una lista proporzionale. Non sarà possibile candidarsi in più liste circoscrizionali.

7. Come saranno composte le liste? Ci sarà da esprimere le preferenze? Quanti voti dovrà esprimere il cittadino nella cabina elettorale?

Le liste proporzionali saranno composte da un minimo di due candidati e un massimo di sei. Il cittadino non potrà esprimere una preferenza (i listini saranno bloccati). L’elettore potrà esprimere un voto per la Camera e uno per il Senato – solo per gli elettori con più di 25 anni – e non avrà la possibilità di esprimere un voto disgiunto. Dunque nella stessa scheda l’elettore voterà sia per la parte proporzionale, che per quella uninominale.

8. Esiste un premio di maggioranza? Qual è la percentuale che una lista deve raggiungere per arrivare al 50% dei seggi?

Non è previsto un premio di maggioranza e non c’è una percentuale minima che permette ad un partito di arrivare al 50% dei seggi. Più alta è la somma della percentuale dei partiti esclusi, più alta sarà la percentuale da sommare ai partiti che entreranno in Parlamento. Esempio, solo 4 formazioni politiche riescono a superare la soglia di sbarramento del 5%: Partito A 35%- Partito B 30% – Partito C 15% – Partito D 10% per un totale del 90% dei voti. A questo punto il restante 10% dei voti dei partiti che non sono entrati in Parlamento sarà diviso proporzionalmente tra i 4 partiti che hanno superato la soglia, facendogli conquistare una percentuale di seggi superiore alla percentuale dei voti ottenuti alle urne.

9. Nel caso in cui nessuna lista raggiunga il 50% dei seggi, come si procederà alla formazione del governo?

Se nessuna lista raggiungerà il 50% dei seggi, si dovrà procedere ad un accordo tra le forze politiche in Parlamento. Di norma il presidente della Repubblica affida l’incarico di trovare una maggioranza al primo partito/lista arrivato.

10. Esiste un sistema che garantisca in qualche modo la parità di genere?

Il nuovo sistema prevede che ciascuno dei due sessi non possa rappresentare più del 60% dei candidati di un listino bloccato e il 60% dei candidati uninominali di quel partito.


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