Legittima difesa, facciamo decidere la giustizia e non il codice della giungla

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Questa legge, voluta da Salvini e vergognosamente subita da 5 Stelle, è pericolosa: specula sulle paure reali e percepite e le incute quando non ci sono

Non sappiamo se le considerazioni che il Presidente della Repubblica ha inviato nei giorni scorsi alle Camere in allegato alla promulgazione della legge sulla cosiddetta legittima difesa abbiano – come ha titolato Il Giornale – “vanificato” la stessa legge. Però condividiamo nella sostanza le opinioni espresse dall’Associazione Magistrati, dal mondo dell’Avvocatura ( Camere Penali e Consiglio Nazionale Forense), da personalità della giurisdizione come, per esempio, Edmondo Bruti Liberati, da tanti osservatori ed editorialisti. Anche noi, infatti, riteniamo che il Presidente Mattarella abbia “indirizzato” l’interpretazione delle nuove ( pericolose) norme. Lo ha fatto ancorando la sua lettera a due pilastri: rispetto della Costituzione e tenuta della convivenza civile.

Il Presidente è stato netto, innanzitutto su un principio di fondo: la tutela, la difesa della sicurezza spettano allo Stato, alle forze dell’ordine e della sicurezza. Non sono, non possono essere un fatto personale, individuale. Altrimenti saremmo alla giustizia “fai da te”, all’occhio per occhio, dente per dente. Alla corsa alle armi.

Dal Quirinale sono poi stati richiamati altri principi fondamentali. Per esempio quello legato al fatto che la difesa personale, la reazione ad un pericolo devono essere proporzionate all’offesa, ed essere effettuate in presenza di un pericolo attuale, reale. È quello che prevedono le norme vigenti al contrario di quelle nuove ( che entreranno in vigore dopo la pubblicazione in Gazzetta) che hanno qualificato come “sempre” legittima la difesa, anche se il pericolo non è attuale, anche se un ladro scappa e gli si spara alle spalle, anche se un ragazzino che sta scavalcando un cancello per rubare della frutta in giardino viene colpito e ferito o ucciso.

Oltre a ciò, il Presidente si sofferma giustamente sulla necessità che il concetto di “grave turbamento” introdotto come motivazione per giustificare la difesa “sempre” legittima , sia oggettivo, verificato ( in primis da un magistrato, ovviamente) e non fondato su una dichiarazione soggettiva.

Altri rilievi presidenziali riguardano pasticci contenuti nella legge, relativi al diverso ( e quindi di dubbia costituzionalità ) trattamento penale rispetto a identici reati, compiuti fuori delle aree “domiciliari”. C’è n’è quanto basta, comunque, per ringraziare il Presidente Mattarella, anche in questa circostanza confermatosi presidio – insieme – di costituzionalità, regole democratiche, coesione sociale, rispetto del Parlamento.

Detto questo, rimangono intatte le considerazioni politiche che il Pd ( insieme con tutte quelle componenti sopra richiamate, insieme con parti importanti e più vaste di quanto dicano i sondaggi) espresse in Parlamento e nel Paese. Questa legge, voluta da Salvini e vergognosamente subita da 5 Stelle, è pericolosa. Specula sulle paure reali e percepite e le incute quando non ci sono. È un indiretto invito ad armarsi. Ma più armi in giro significano meno sicurezza, anche in famiglia, anche nei condomini. È una legge inutile: già oggi le norme vigenti tutelano chi davvero si difende per legittima difesa, perché davvero minacciato in casa o nel negozio, perché davvero in presenza di un pericolo, perché davvero spaventato da ladri armati o comunque percepiti come un pericolo per sé e per i propri familiari. Per esempio: il caso dell’altro ieri avvenuto a Monterotondo  sarà trattato con la legge vigente. E se il magistrato accerterà la sussistenza della legittima difesa il ragazzo che ha reagito vedrà archiviata la sua posizione o, se rinviato a giudizio, potrà essere assolto. Ma lo deciderà la giustizia, non il codice della giungla.

È una legge, infine, propagandistica e cinicamente elettoralistica.  I casi di cittadini indagati per eccesso colposo di  legittima difesa o similari, si contano sulle dita di una mano. E quei pochi indagati, vengono assolti al 99%, perché viene loro riconosciuto  dalla giustizia l’aver esercitato legittima difesa. La verità è che Salvini ha voluto questa legge per prendere voti. Prenderli comunque. A tutti i costi. Abbiamo l’impressione che non tutti i suoi cinici conti possano tornare. Il Paese comincia a non tollerare più quotidiane iniezioni di odio, di paure, di insicurezze, intolleranze e razzismi. E anche su questa legge l’impressione è che tantissimi italiani stiano con Mattarella e non con l’uomo di Putin in Italia.

Con buona pace del Ministro Giulia Bongiorno, che – senza arrossire – ha detto che le parole del Presidente sono state le stesse da loro pronunciate. No, avvocato Bongiorno. Se le aveste pronunciate e se soprattutto non aveste scritto norme pericolose e incivili, il Quirinale non avrebbe sentito la necessità di richiamare il Parlamento e la giurisdizione ad interpretare la legge secondo Costituzione e convivenza civile. Che gli italiani vogliono mantenere insieme alla sicurezza, che è una cosa troppo seria, per lasciarla nelle mani di un imbonitore di paure, di una vera e propria “felpa di ricino”.

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