La legittima difesa non è licenza di uccidere. Ma Saviano attacca

Focus

Operazione chiarezza sulla legge criticata da destra e sinistra

Via libera alla Camera al ddl sulla legittima difesa, nonostante il No di Berlusconi, le urla di Salvini in aula e la gara di cartelli di Lega e Fratelli d’Italia. L’ok è arrivato poco prima delle 13 e la nuova legge è passata con 225 Sì, 166 No e 11 astenuti. A favore hanno votato Pd, Ap, Civici e innovatori. Contrari M5S, Forza Italia, Lega Nord, Sinistra italiana e Fratelli d’Italia. Astenuti Centro democratico e Psi. Ora la palla passa al Senato.

C’è da fare però chiarezza su alcuni punti, anche considerando le critiche che arrivano da destra e sinistra. Ultima, in ordine di tempo, quella dello scrittore Roberto Saviano che si sfoga su Fb:”Non è consentendo alle persone di amarsi e di sparare che si tutela la sicurezza dei cittadini. È solo un’illusione e una mancia politica per ottenere consenso”.

Il cuore del dibattito tra maggioranza e opposizioni, in questo caso in linea più diretta tra Pd e Lega è stato incentrato sulle modifiche di alcuni articoli del codice penale. In particolare il 52 e il 59 che regolano rispettivamente la legittima difesa e le circostanze che attenuano la colpa.

L’articolo 52 era già stato modificato nel 2006 e prevede la “non punibilità per chi deve difendere la propria o altrui incolumità quando vi è pericolo d’aggressione”, sia nella propria abitazione che negli esercizi commerciali.

Con il nuovo articolo 52 del codice penale vengono chiarite meglio alcune circostanze in cui, fermo restando il requisito della proporzionalità tra offesa e difesa, si estrinseca la legittimità della difesa: sono i casi in cui si verifica l’ingresso in casa o nel luogo di lavoro durante le ore diurne o notturne con minaccia, violenza o inganno. Che non significa “libertà di sparare” ma solo una tutela maggiore di chi si difende: in ogni caso sarà sempre un giudice a stabilire i fatti.

E’ questo uno dei passaggi di maggior contrasto: il Carroccio aveva presentato una legge che sostanzialmente ripeteva il mantra salviniano del “se entri in casa mia ti sparo e ho ragione”. Nei desiderata della Lega c’è comunque la presunzione assoluta di innocenza ed è questo il leit motiv rilanciato dai leghisti nei talk show televisivi, urla e slogan buoni per la piazza ma impossibili da tradurre in legge: la nostra Costituzione prevede che qualora ci sia un delitto le circostanze vanno sempre e comunque accertate da un magistrato.

Ecco perché quando si parla di “libertà di sparare” si dice una bugia: “Abbiamo rafforzato la legittima difesa senza cedere alle follie leghiste” va ripetendo da giorni il relatore del testo per il Pd David Ermini, promotore degli emendamenti relativi al cosiddetto errore scusabile.

“Abbiamo lavorato a una proposta seria che mira a tutelare i cittadini senza arrivare al Far West che vorrebbe la Lega. Siamo intervenuti prima sull’articolo 59 e dopo sul 52 per introdurre elementi aggiuntivi utili al giudice che deve stabilire la legittima difesa. Diciamo che abbiamo allargato le maglie della difesa, intervenendo a descrivere quelle fattispecie che escludono la colpa– spiega Ermini- se l’aggressione avviene in casa mia o nel luogo dove lavoro e si configura con modalità violente, con minaccia o inganno, di notte o di giorno che sia, la difesa è legittima. Il che non significa certamente che vi sia un lasciapassare per gli spari: sarà sempre un giudice a ristabilire la verità dei fatti. Noi gli diamo elementi in più”.

Resta dunque ferma la necessità che vi sia proporzione tra difesa e offesa e l’attualità del pericolo.

Già oggi si presume che vi sia una legittimità della difesa anche con armi durante un’aggressione domiciliare che metta in pericolo la propria o l’altrui incolumità oppure, ma in questo caso solo quando non vi è desistenza e vi è pericolo di aggressione, se si difende il proprio patrimonio. La novità è dunque nella legittima difesa domiciliare, dove è esclusa la colpa di chi spara se l’errore, in situazioni di pericolo per la vita e la libertà personale o sessuale, è conseguenza di un grave turbamento psichico causato dall’aggressore.

Altra novità sostanziale è l’assistenza legale a carico dello Stato: nel caso in cui sia dichiarata dal giudice la non punibilità per legittima difesa, tutte le spese processuali e i compensi degli avvocati saranno a carico dello Stato. Un onere che è stato stimato in 295.200 euro a decorrere dal 2017.

“E’ stato giusto irrobustire il concetto di legittima difesa ma all’interno dei principi della civiltà giuridica e della Costituzione”, ha detto intervenendo in aula durante le dichiarazioni di voto Walter Verini, estensore dell’emendamento sulle spese legali. “La nostra è una proposta seria. Le altre forze politiche hanno perso un’occasione: Lega e Fratelli d’Italia hanno rifiutato il confronto, strumentalizzando le paure dei cittadini. Altre forze politiche di sinistra hanno fatto finta che il tema della sicurezza non esista, compiendo un errore grave, perché la sicurezza è un tema che riguarda i cittadini e non può essere trattato con snobismo. E infine abbiamo assistito ad atteggiamenti di altre forze, come 5 stelle, che ancora una volta hanno toccato vette di ipocrisia, opportunismo, piccolo cabotaggio, strizzando l’occhio a posizioni pericolose”.


 

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