E’ caos sulla legittima difesa tra polemiche e proteste

Focus

Lo stop è stato comunicato dallo stesso Renzi che, interfacciandosi con i suoi lettori attraverso la sua App, ha risposto alla critica di un giovane

Polemiche e spaccature fra i partiti e anche all’interno delle stesse formazioni politiche, dopo l’approvazione alla camera del ddl sulla legittima. Il testo introduce la legittimità della reazione a un’aggressione in casa, in negozio o in ufficio commessa di notte o all’introduzione con violenza, minaccia o inganno. A favore il Pd – ma con dei distinguo – e Ap, contrario il centrodestra, Mdp e i Cinquestelle.

Ed anche il presidente del Senato Grasso commenta: “Diciamo meno male che c’è il Senato, se dobbiamo intervenire su questo tema. Staremo a vedere le proposte di ulteriori modifiche”.

Il testo introduce la legittimità della reazione a un’aggressione in casa, in negozio o in ufficio commessa di notte o all’introduzione con violenza, minaccia o inganno. Ieri a tarda sera il leader del Pd Matteo Renzi ha sconfessato le nuove norme. Uno stop comunicato dallo stesso Renzi che, interfacciandosi con i suoi lettori attraverso la sua App, ha risposto alla critica di un giovane convinto che la nuove norme siano “ridicole” e facciano perdere “credibilità e voti” al Pd.

“Caro Alessandro – ha scritto il neo rieletto segretario del Pd – capisco la tua considerazione. Da parte mia inviterò i senatori a valutare di correggere la legge nella parte in cui risulta meno chiara e logica, visto che io per primo – leggendo il testo- ho avuto e ho molti dubbi”. “Matteo – era stato l’avvertimento di Alessandro a una manciata di ore dall’ok della Camera al testo del Pd – ti scrivo da tuo sostenitore convinto per dirti che la legge sulla legittima difesa così come è percepita fa scappare da ridere anche a uno come me. Sono in mezzo alle persone normali tutti i giorni e ti assicuro che una cosa del genere ci fa perdere credibilità e, di conseguenza, voti. Le cose o si fanno oppure no”.

Già ieri appena approvato il provvedimento le voci contrarie si erano fatte sentire con forza. Il centrodestra ha gridato al “favore ai criminali”, a sinistra del Pd si parla di “Far west”, Roberto Saviano accusa il partito di Renzi di essere “peggiore della destra”, ma non è affatto scontato che le nuove norme diventino davvero legge dello Stato. I numeri ad oggi non ci sono, o sono comunque molto incerti, e ad ammetterlo sono proprio fonti di governo ed esponenti Pd. “I numeri sono a rischio, senza Mdp”, dice una fonte di governo. Anche Davide Ermini riconosce: “Al Senato i voti vanno trovati, al momento non ci sono o comunque non sono affatto certi”.

A difendere il testo invece Angelino Alfano che in un’intervista al Corriere della Sera sostiene le nuove norme sulla Legittima difesa  perchè “rappresenta per Alternativa popolare un successo politico e fornisce una risposta alla domanda di sicurezza che viene dall’opinione pubblica” aggiungendo ” al Senato ci impegniamo fin d’ora a migliorare il testo, per tenere anche fede all’alleanza di scopo con Idv che su questo tema sensibile ha raccolto le firme di due milioni di cittadini”.

Infatti c’è da dire che il provvedimento potrebbe non passare al Senato, dove i numeri della maggioranza sono molto più risicati: basterebbero alcune modifiche, ad esempio, per incassare l’ok anche da Forza Italia. E Renzi, per il quale è importante ottenere il via libera alla legge prima delle elezioni, potrebbe spingere in questo senso.

Intanto il leader del Pd non demorde nel non voler lasciare all’opposizione temi come la sicurezza e proprio per questo vuole un testo più deciso e lineare. Nel partito, però, non sono tutti d’accordo, a cominciare dallo sfidante delle primarie, il guardasigilli Orlando secondo il quale “non c’era bisogno di una nuova legge, bastava già quella in vigore”. “È un segnale che va incontro ai cittadini”, replica Renzi a chi lo critica da sinistra. Dal tesoriere del Pd, Francesco Bonifazi, arriva un tweet che non lascia spazi a dubbi:

 


 

 

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