Leopolda, noi giovani ci siamo stati così

Focus

C’è una generazione che desidera impegnarsi sempre di più al servizio degli altri e che pensa che la politica sia il modo migliore per farlo

“Nessun problema dell’uomo è superiore alle nostre forze” affermava John Kennedy. Non c’è altro ambito di azione che come la politica abbia il potere di cambiare tante vite con un solo gesto.

È stata una Leopolda diversa: Renzi senza incarichi di governo e di partito, qualche amico che ha scelto altre strade, una pesante sconfitta alle spalle e un futuro ancora incerto. È cambiato anche il ruolo dei giovani, che non erano mai stati così numerosi: più spazio ai tavoli di lavoro, più voce sulle proposte e maggiore libertà sul palco. Sì è trattato di una scelta non scontata, che può segnare l’inizio di un nuovo cammino.

Si è deciso di dividere i partecipanti in gruppi di lavoro già dal primo giorno, ma non sono stati organizzati semplicemente dei tavoli: in occasione della nona edizione della Leopolda, siamo ripartiti da nove parole, nove pensieri alti all’interno dei quali abbiamo cercato nuove declinazioni per i temi che dal 2010 sono affrontati tra queste mura.

Il dibattito è durato fino a notte e ci hanno quasi dovuti cacciare. I nove concetti chiave della discussione sono stati: alleanze, connettere, accompagnare, in-formazione, comunità, Europa, fare nuovo il Paese, contribuire, lavoro.

I giovani hanno coordinato ognuno di questi momenti insieme a parlamentari e figure specializzate, contribuendo alla sintesi politica del lavoro di ogni tavolo. È stato bellissimo vedere quanta linfa nuova può sgorgare dal nostro mondo quando sui giovani si investe per davvero e, in una occasione in cui ci incontriamo per ripartire, dobbiamo essere sinceri tra di noi e ammettere che non è stato sempre così, anche in casa nostra. Ora bisogna chiaramente mantenere l’impegno di non lasciare “lettera morta” le proposte e gli stimoli emersi.

Lo spazio dedicato all’Europa è stato uno dei più partecipati. Istanze che portiamo avanti da anni, come la riforma del Trattato di Dublino, si sono incrociate con proposte nuove, come quella della creazione di agenzie europee di collocamento.

Abbiamo parlato anche di cultura e della necessità di immaginare nuovi incubatori artistici e culturali per mettere a frutto l’enorme potenziale che l’Italia ha in questo campo.

Non sono mancati i tavoli sulla formazione, che noi vogliamo si affermi come un percorso che dura tutta la vita trovando nella scuola e nell’università luoghi di partenza fondamentali. Ma soprattutto fortissima è stata la spinta per la creazione di politiche per sostenere i giovani nell’affrontare imprese lavorative e di emancipazione perché noi giovani possiamo contribuire e rappresentare un valore sociale importante. Su questo è ormai pronto un progetto di legge molto coraggioso e innovativo anche frutto di un percorso condiviso con la nostra generazione che nelle prossime settimane alcuni nostri parlamentari presenteranno, “credito giovani”, e si batteranno affinché possa essere approvata nella XVIII legislatura. Si tratta di uno straordinario investimento di fiducia e attivazione della nostra generazione, altro dalle politiche di questo governo che ci vuole anestetizzare e indebitare.

C’è una generazione che desidera impegnarsi sempre di più al servizio degli altri e che pensa che la politica sia il modo migliore per farlo. Una generazione che, passo dopo passo, sta conquistando uno spazio di proposta e azione politica per essere sempre protagonista come lo è stata in questi tre giorni.

*Coordinatrice nazionale FutureDem

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