Lerner, agli attacchi di Salvini risponde lo share

Focus

Dopo l’attacco del leader leghista e la bufala sul compenso del giornalista, share e ascolti premiano L’approdo che vince la sfida della seconda serata

Uno share del 7,4% per 1.174.000 spettatori: sono i numeri dell’esordio su RaiTre della trasmissione di Gad Lerner L’Approdo – che si è aggiudicata il primato di trasmissione di seconda serata più vista -, definiti “ottimi” dall’ufficio stampa della Rai. Numeri che inevitabilmente suonano come una risposta alle polemiche innescate, com’è ormai sua abitudine riguardo a tutto ciò che non appare allineato, da Matteo Salvini, che già cinque giorni fa aveva cominciato il suo martellamento nei confronti dell’ex direttore di RaiUno.

“E questa sarebbe la Rai del cambiamento”, aveva detto Salvini in un video su Facebook a proposito del ritorno in tv di Gad Lerner. Un attacco evidentemente suonato come un la per stampa di regime e retroscenisti di professione, che dopo l’annuncio del leader leghista di volerne sapere di più sul compenso del giornalista “pagato dagli italiani”, hanno immediatamente fatto circolare cifre da capogiro.

L’ipotesi avanzata da ambienti leghisti, subito riprese da Libero e vibratamente commentate dal direttore Belpietro, era di un costo totale per la trasmissione intorno agli 800mila euro, dei quali 250 mila per Lerner e il suo staff.
Cifre clamorosamente smentite prima dal giornalista e poi dalla stessa Rai, che ha chiarito come “il compenso complessivo riconosciuto a Gad Lerner è di 69.000 euro lordi per l’intero programma”, un compenso “comprensivo di un periodo di preparazione e ideazione della trasmissione”, della quale Lerner è contemporaneamente autore, conduttore e inviato sul campo.

Una bufala, insomma, definita dall’ex direttore di RaiUno “l’olio di ricino contemporaneo”, perché intenzione del ministro dell’Interno sarebbe quella di “rendere ridicole le vittime. Nell’era digitale si fa con altri metodi, ma l’intenzione è la stessa”. “Salvini fa il classico gioco del gatto con il topo – ha detto ancora Lerner -. Prima tormenta la preda parlando di business e compensi, poi dici quello che guadagni e diventa che ti stai lamentando. Salvini è un gattone che ha bisogno di masticare nemici o di mettere alla gogna le persone”.

È dunque in questo clima che ieri sera è andata in onda in seconda serata su RaiTre la prima delle cinque puntate de L’approdo, segnatamente dedicata proprio al fenomeno Lega, con ospiti in studio il politologo Marco Tarchi, il docente di Scienze politiche Cesare Alfieri e lo storico Luciano Canfora.

Una trasmissione nella quale non è volato un solo insulto, nel corso della quale gli ospiti hanno discusso con pacatezza dell’evoluzione del linguaggio della politica a partire da un fenomeno che dagli esordi folcloristici è arrivato a essere il primo partito del Paese.
Uno stile che è evidentemente piaciuto ai telespettatori, che hanno premiato il prodotto Lerner ideato e confezionato Da Lerner. Forse un ulteriore segnale dell’esistenza di una maggioranza silenziosa, che comincia a mostrare insofferenza per un clima di violenza verbale e di intolleranza nei confronti sia delle persone che delle opinioni, alimentato e tollerato innanzitutto da chi oggi ricopre responsabilità di governo.

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