L’hater grillino insultava anche i 5stelle. E ora scompare dai social

Focus

Angelo Parisi se la prendeva anche con Grillo. Nel frattempo la scomparsa dai social che sembra avere una regia nazionale

Angelo Parisi, stando ai social network, sembra non essere mai esistito. Inaccessibile il suo profilo twitter, introvabile su Facebook, lui che da chi lo consoce è stato descritto in questi giorni come un ‘assiduo frequentatore dei social’.

Anche del post di scuse a Ettore Rosato, dopo le minacce di ‘bruciarlo vivo’, girano solo screenshot. Del resto lo stesso Rosato, proprio da Palermo dove è andato per la campagna elettorale, ha fatto sapere: “Parisi non mi ha nemmeno chiamato per chiedermi scusa, e non lo hanno fatto né Luigi Di Maio né Giancarlo Cancelleri che lo hanno difeso. Ha scritto un tweet minacciando di bruciarmi vivo e non ha sentito nemmeno il dovere di farmi una telefonata personale”.

Nel frattempo il leader designato (da poco più di trentamila votanti online, ma questa è un’altra storia) Luigi Di Maio in un’intervista uscita oggi certifica: “Parisi ha sbagliato, ma un errore non può mettere in discussione la sua competenza e il contributo prezioso che può dare al lavoro che vogliamo fare in Sicilia”. Come no, immaginiamo quanto possa essere prezioso per i siciliani il ‘contributo’ di chi si spinge ad affermazioni come quelle su Rosato.

Una cosa è certa, questa scomparsa strategica dai social sembra avere una regia nazionale, da dove evidentemente deve essere arrivato l’ordine di fermare in tutti i modi l’acqua alta in Sicilia e di tornare alla calma piatta. Troppo importante la partita che i grillini stanno provando a giocarsi laggiù, con buona pace dei propositi di trasparenza, onestà, pulizia e via dicendo.

Nel frattempo però, chi ha avuto modo di spulciare i profili del novello inquisitore minacciante pubblici roghi, ha potuto trovare altre sue performance niente male. Oltre agli insulti a giornalisti e avversari politici resi noti nei giorni scorsi, Repubblica oggi pubblica le rimostranze di Angelo Parisi addirittura contro il movimento stesso.

Ad esempio pare che il nostro avesse definito “una cazzata” la votazione del 2014 per la scelta del gruppo al Parlamento europeo. Parisi appoggiava i Verdi, esclusi da Grillo, motivo per cui sentenziava “il Movimento 5 stelle è finito qui”.

A quanto pare nel frattempo si è ricreduto, miracoli della promessa di un assessorato in Regione, evidentemente.

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