Libia, nuovo attacco di Haftar su Tripoli

Focus

Le milizie del generale hanno lanciato missili Grad su un quartiere a ridosso del centro della capitale

Il generale Khalifa Haftar ha lanciato una nuova offensiva per prendere la capitale libica, Tripoli. Ieri, in tarda serata, le forze di Haftar hanno fatto cadere una pioggia di missili Grad sul quartiere di Abu Slim, municipio a ridosso del centro della capitale. Il bilancio è di 4 morti e 23 feriti. Dall’altra parte, le forze governative di Fayez al-Serraj hanno fatto sapere di avere l’ordine di riconquistare ogni città, compresa Bengasi e la Cirenaica. E affermano: “Siamo molto amici con l’Italia”

Nessuno ha fino a questo momento rivendicato ufficialmente la responsabilità dei raid ma il portavoce delle forze di Haftar, Ahmed al-Mismari, citato dal quotidiano Al Wasat ha dichiarato: “Le nostre unità occupano adesso nuove posizioni nel perimetro della capitale Tripoli e avanzano verso altre posizioni”.

L’offensiva di Haftar, l’uomo alla guida dell’autoproclamato Esercito nazionale libico (Lna), contro il governo sostenuto dall’Onu di Fayez al-Serraj è cominciata lo scorso 4 aprile: da allora almeno 174 persone sono morte e 758 sono rimaste ferite, secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità mentre secondo l’Unicef sono 20.000 le persone sfollate, compresi 7.300 bambini. E’ la terza guerra civile in Libia dopo quelle del 2011, quando la Primavera araba spazzò via il regime del colonnello Muammar Gheddafi, e del 2014.

La diplomazia è al lavoro, con l’Italia in prima linea, ma la comunità internazionale è spaccata. Haftar, l’uomo forte della Cirenaica che sogna di riunificare la Libia militarmente, gode del sostegno di Egitto, Arabia Saudita ed Emirati Arabi. In soccorso delle forze di al-Serraj, che guida il governo di accordo nazionale dal 2016 e che gode dell’appoggio delle Nazioni Unite e dell’Unione europea, sono arrivate le brigate di Misurata che hanno rallentato la sua trionfale avanzata. Sul piano militare i principali alleati di al-Serraj sono Turchia e Qatar. Doha (accusata di terrorismo) è in rotta con gli Stati del Golfo. Washington mantiene le distanze.

Vuoi ricevere Democratica sulla tua email?

Iscriviti alla nostra Newsletter!

Ricevi le notizie di Democratica una volta al giorno direttamente nella tua email.

Vedi anche

Altri articoli