Libia, le politiche migratorie hanno isolato l’Italia

Focus

Oltre 8mila le persone sfollate, a Bengasi sventato attentato davanti a una moschea. Minniti: “Il governo italiano si è mosso come un elefante in cristalleria.

Gli esiti della guerra in Libia sono incerti, ma i risultati già drammaticamente evidenti: sono oltre 8mila le persone sfollate dall’inizio degli scontri intorno Tripoli, metà delle quali negli ultimi due giorni. Il portavoce delle Nazioni Unite, Rheal Leblanc, nel corso di un incontro con la stampa a Ginevra, ha spiegato che “le evacuazioni dalle aree teatro degli scontri dentro e intorno Tripoli continuano ad aumentare” e che oltre alle persone che sono riuscite già a fuggire, “molte famiglie restano bloccate all’interno delle aree dove ci sono combattimenti”.

Intanto, a Bengasi – città controllata dall’Esercito nazionale libico del generale Khalifa Haftar – le forze di sicurezza hanno sventato un attacco con autobomba. Una macchina piena di esplosivo era stata collocata nei pressi di una moschea in un quartiere assai popolato, quello di Sidi Younis.

È in questo pericoloso scenario che si inseriscono le notizie pubblicate da Repubblica, che ha rivelato che il 4 aprile (quattro giorni prima che il jet Falcon trasportasse a Roma gli inviati del generale Haftar per discutere con Conte di una tregua nei combattimenti) lo stesso areo aveva fatto rotta su Parigi, con a bordo il figlio di Haftar che avrebbe chiesto il sostegno della Francia per l’azione di guerra.

Una crisi difficile, insomma, che è stata oggi al centro della riflessione Marco Minniti. L’ex ministro dell’Interno in un’intervista a Circo Massimo su Radio Capital, ha evidenziato come “Il governo italiano si è mosso come un elefante in cristalleria. Si è mosso qualcosa di molto profondo in Libia, e noi non ce ne siamo neppure accorti“.

In prospettiva, Minniti ha individuato un rischio per il nostro Paese: che la Libia possa diventare un “rifugio per chi fugge dallo Stato islamico“. E a Matteo Salvini ha mandato un messaggio implicito: “Quando c’è una guerra, i porti non possono essere chiusi“. L’Italia è isolata, ha dichiarato Minniti, e il “governo ha fatto un errore clamoroso nel portare la questione dell’immigrazione come elemento di rottura in Europa. Così sono aumentate le diffidenze e l’Italia è rimasta isolata“.

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