Libia, salgono a 205 le vittime. Conte riferisce in Senato

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A questi si aggiungono le oltre 25mila persone costrette a lasciare le proprie case a causa del conflitto.

Si è risolto in un fallimento il primo tentativo di accordo su una bozza di risoluzione per il cessate il fuoco in Libia da parte del Consiglio di sicurezza dell’Onu, riunitosi per discutere la proposta avanzata dal Regno Unito.

Lo fanno sapere fonti diplomatiche del Palazzo di Vetro, le quali precisano che la Germania – presidente di turno dei Quindici – ha chiesto una riunione del Consiglio per oggi dopo il fallimento dei negoziati sul testo rivisto. Nel frattempo l’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) fa sapere che il bilancio dei morti in Libia dall’inizio delle ostilità è salito a 205 vittime; 913 i feriti.

Intanto a Tripoli una pioggia di missili è stata lanciata da Khalifa Haftar che in piena notte hanno centrato un’area densamente popolata diAbu Slim, a ridosso del cuore della capitale, e che sono esplosi non troppo distanti dall’ospedale del municipio.

Il leader del governo di unità nazionale Fayez al Sarraj ha bollato il maresciallo come un “criminale di guerra”, mentre da Bengasi le forze ostili all’intesa nazionale mediata dall’Onu hanno puntato l’indice contro i “terroristi”, riferendosi ai difensori di Tripoli.   Dura la condanna dell’inviato dell’Onu in Libia, Ghassan Salamè: “L’uso indiscriminato di armi esplosive in aree civili costituisce un crimine di guerra, l’uccisione di persone innocenti è un’eclatante violazione”.

L’alto diplomatico, che giorni fa ha etichettato l’offensiva di Haftar come un “colpo di Stato” non ha per ora addossato la responsabilità al maresciallo, ma è certo che il drammatico bombardamento notturno sarà al centro del dibattito aperto al Consiglio di sicurezza dell’Onu.

Questo è in sintesi il quadro generale, e sulla situazione in Libia è prevista alle 20 – nell’aula del Senato – un’informativa del premier Giuseppe Conte. Il capo del Governo ieri ha avuto una conversazione telefonica con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, proprio sulla Libia.

Stiamo lavorando “per il cessate il fuoco” ha fatto sapere il ministro dell’Interno, Matteo Salvini. Ma, in particolare, oggi dal premier si attende di sapere come si muoverà la diplomazia italiana nei prossimi giorni e quali sono i possibili sviluppi nella Comunità internazionale.

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