Il libro che segue la pista dei soldi e racconta la Lega

Focus

“Il libro nero della Lega”, edito da Laterza, dei giornalisti Giovanni Tizian e Stefano Vergine, sta facendo emergere questioni scottanti

La Lega va avanti come uno schiacciasassi, il suo rullo compressore sono quei temi forti – sicurezza e immigrazione – che l’hanno portata al Governo trasformando Matteo Salvini nel “Capitano”. Eppure il partito, prima secessionista e ora sovranista, di scheletri nell’armadio ne ha parecchi. E sebbene Salvini stia portando avanti la linea di una  demarcazione netta tra il prima e il dopo, le responsabilità sulle vicende più compromettenti sono diffuse. I soldi sono il filo conduttore che viene seguito per raccontare la trama.

“Il libro nero della Lega”, edito da Laterza,  sta facendo emergere questioni scottanti. L’inchiesta durata due anni e curata dai giornalisti Giovanni Tizian e Stefano Vergine, che per l’Espresso hanno curato diversi articoli dedicati alla Lega, ricostruisce passo passo tutta l’evoluzione del Carroccio, dalla “caduta” di Umberto Bossi alla gestione di Matteo Salvini, mettendo in fila, una dopo l’altro documenti, indagini, conti correnti, prese di posizione e indagini giudiziarie e restituendo l’affresco di un partito con molti punti oscuri.

Innanzitutto  i fatti riguardanti i 49 milioni di rimborsi elettorali della truffa sui rimborsi elettorali architettata da Umberto Bossi e Francesco Belsito. A metà dicembre del 2013 Matteo viene eletto segretario del partito. L’inchiesta sui rimborsi intanto va avanti, e a giugno del 2014 arrivano le richieste di rinvio a giudizio: i magistrati chiedono il processo per Bossi.  Salvini e la Lega si costituiscono parte civile contro i compagni di partito. La Lega aveva già speso diversi milioni di euro per pagare gli avvocati dello studio Aiello che stavano preparando la costituzione di parte civile, ma arriva la marcia indietro. Perché? “Non abbiamo né tempo né soldi per cercare di recuperare soldi che certa gente non ha” si giustifica Salvini.

Il cuore dell’inchiesta è qui: dimostrare che le parole dell’attuale leader su quell’indagine partita nel 2012  “un processo politico su fatti di dieci anni fa, su soldi che non ho mai visto” non siano vere. Un po’ perché, si sostiene, anche Salvini, diventato segretario alla fine del 2013, ne ha utilizzati una parte, un po’ perchè il mistero sui soldi spariti è ancora fitto.

Nelle oltre 300 pagine del libro ci sono tutti gli episodi salienti della recente storia del partito fondato da Umberto Bossi, ma Tizian e Vergine raccontano anche il perchè del successo elettorale del Carroccio al Sud,  la svolta sovranista del Carroccio e le relazioni intessute trai vertici di via Bellerio con il presidente russo Vladimir Putin e il presidente americano Donald Trump.

L’ultima notizia fatta rimbalzare su siti e quotidiani è l’appoggio che la Russia di Putin avrebbe voluto dare alla Lega per le elezioni europee. Un sostegno da svariate centinaia di migliaia di euro milioni, camuffato da compravendita di carburante, dice il libro. Tutti soldi che, secondo l’inchiesta de L’Espresso sarebbero finiti per finanziare Matteo Salvini, che dal canto suo ha sempre sostenuto di non avere interesse ai soldi di Putin ma di appoggiarlo “per sintonia politica“.

Molti fronti da chiarire, ma al momento delle risposte puntuali sui documenti pubblicati non sono ancora arrivate.

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