L’impegno del Pd per la legge sul whistleblowing

Focus

Il provvedimento è passato alla Camera

Per il nostro Gruppo in questi anni la lotta alla corruzione è stata un faro, una bussola.

Siamo quasi alla fine della legislatura ed è possibile tracciare anche su questo qualche bilancio. Sono stati gli anni nei quali Governi a guida Pd e Parlamento hanno colpito e rafforzato le pene per il voto di scambio politico-mafioso e ri-penalizzato il reato di falso in bilancio. E’ stato introdotto il reato di autoriciclaggio. Sono state approvate norme importanti contro gli ecoreati e le ecomafie. O contro la piaga criminale del caporalato.

Dopo anni di attesa, sono legge il nuovo Codice Antimafia e le nuove norme per rendere efficace, trasparente e produttivo il ritorno alla legalità nella gestione dei beni confiscati. L’aumento sostanziale dei tempi precedenti allo scatto della prescrizione per reati contro la pubblica amministrazione è stato un altro segnale importante in questo senso.

Potremmo continuare, ricordando riforme che potranno far funzionare meglio l’azione penale, come la riforma del Codice, o altri provvedimenti importanti. Vorrei solo citare due leggi – se così possiamo dire – di prevenzione, di contrasto preventivo alla corruzione: penso al nuovo codice degli appalti e alla riforma della Pubblica amministrazione.

Due leggi importanti, certamente perfettibili e migliorabili, ma che vanno nella direzione di semplificare, rendere meno opaco, meno discrezionale, più trasparente il percorso degli atti nella pubblica amministrazione e i rapporti con i cittadini che – lo ripetiamo – sono titolari di diritti (e doveri) e non di favori. Certo, c’è ancora molto da fare. Guai ad abbassare la guardia.

Recenti rapporti internazionali autorevoli e attendibili ci dicono che l’Italia deve ancora compiere passi in avanti per debellare la piaga della corruzione, che non rappresenta soltanto una grave ferita etica e morale ma anche un gravissimo freno alla crescita economica, al rispetto delle regole, al rispetto del merito e del bisogno dei cittadini, al rispetto delle regole di mercato. E a farne le spese sono milioni e milioni di persone perbene, milioni di imprese che compiono ogni giorno il proprio dovere.

Ma accanto ai rapporti e alle statistiche, pure importanti, a ricordarci come la lotta alla corruzione rimanga una priorità sono anche cronache recenti, che hanno visto pericolose contiguità tra politica e affari, tra politica e criminalità. Penso alla Sicilia. Penso al litorale romano e a Ostia in particolare.

E allora ha ragione il presidente Mattarella quando richiama tutti al rispetto delle regole e della legalità. E ad un lavoro incessante per diffondere la cultura della legalità. Ha ragione il presidente dell’Anac Cantone quando richiama a proseguire su questa strada, anche con l’adozione di normative più stringenti legate alla regolamentazione trasparente del lavoro delle lobbies e alle norme per regolare correttamente il conflitto di interesse.

E’ in questo quadro che si colloca il provvedimento sul Whistleblowing. Noi – quando altre forze politiche hanno proposto questa legge, che rafforza e migliora le norme già contenute nella legge Severino – non abbiamo avuto pregiudiziali. Abbiamo solo lavorato per togliere dalle norme aspetti che incentivavano il dilagare delle segnalazioni anonime, delle delazioni spesso infondate perché magari basate su inimicizie e rivalità personali negli uffici. Del resto, è lo stesso Cantone ad avvertirci che gran parte delle segnalazioni che vengono fatte oggi sulla base della legge del 2012 nascono proprio da questo e non da fatti reali o fondati.

Abbiamo lavorato per rendere efficace e non propagandistico il provvedimento. Per togliere premialità o addirittura monetizzazione delle segnalazioni. Per tutelare davvero la riservatezza di chi segnala comportamenti e pratiche che possono nascondere illeciti e reati. Per tutelare la stabilità lavorativa di chi – con coraggio e senso civico – segnala cose per fare l’interesse pubblico, della pubblica amministrazione. Per evitare ritorsioni, demansionamenti e isolamenti nei confronti di queste persone. La norma potrà certamente essere migliorata. Qualcuno ha rilevato che andrebbero previste ulteriori tutele nei confronti delle persone che segnala nonel settore privato. O nei confronti – di converso – di persone oggetto di “segnalazioni” non supportate da fatti concreti. E’ possibile. Ce lo dirà l’applicazione concreta di queste norme. Certo è che già ora Codice Penale e Civile offrono strumenti di tutela e di difesa per chi viene calunniato, diffamato, colpito ingiustamente nell’onorabilità.

Insomma, si tratta di un provvedimento giusto e significativo. Che votiamo con convinzione, perché come gruppo Pd siamo stati determinanti per renderlo un provvedimento serio. E cogliamo l’occasione per auspicare – come ha già fatto in discussione generale il deputato Mattiello – che il Senato riesca ad approvare in via definitiva la legge per la tutela di altri cittadini italiani che hanno il coraggio di denunciare mafie e criminalità, e mi riferisco alla legge per la tutela dei testimoni di giustizia.

Infine, nel percorso questo atto c’è un po’ anche la differenza di stile e di sostanza, di atteggiamento parlamentare, istituzionale e politico tra il nostro Gruppo e altri gruppi. Intendiamo dire, come accennavamo all’inizio, che l’essere venuta questa proposta di legge da un gruppo come 5 Stelle non ha impedito ai membri democratici delle Commissioni Lavoro e Giustizia di discutere, confrontarsi, polemizzare, proporre e votare contenuti anche alternativi. Non ci siamo opposti pregiudiziamente al provvedimento solo perché proposto da loro. Abbiamo contribuito sostanzialmente a renderlo migliore.

L’esatto opposto dell’atteggiamento tenuto dai Cinquestelle in questi anni nei confronti di tante leggi giuste, demonizzate non per il contenuto, ma in quanto sostenute dai Governi a guida Pd e dalla maggioranza, descritti come l’Impero del Male.

Noi possiamo – come tutti – compiere errori, votare leggi imperfette, ma abbiamo lavorato in questi anni mossi da una bussola: quella dell’interesse del Paese.

E le battaglie per le regole, contro illegalità e criminalità sono state elementi centrali di questo impegno.

Lo abbiamo dimostrato anche in questa circostanza, con questa legge che votiamo convinti di approvare una cosa utile per il Paese.


Leggi anche:  Ok al whistleblowing, più tutele per chi denuncia sul luogo di lavoro

Vuoi ricevere Democratica sulla tua email?

Iscriviti alla nostra Newsletter!

Ricevi le notizie di Democratica una volta al giorno direttamente nella tua email.

Vedi anche

Altri articoli